Sofia morta a cena con la squadra, era allergica al latte

L’allergia alle proteine del latte è una condizione seria, spesso diagnosticata in età infantile

A cura di Redazione
04 aprile 2026 10:00
Sofia morta a cena con la squadra, era allergica al latte -
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La morte della giovane Sofia Di Vico, avvenuta a Ostia dopo una cena durante un torneo, ha sollevato interrogativi profondi e dolorosi: si poteva evitare una tragedia del genere?

Allergia e intolleranza: una differenza decisiva

Secondo Vincenzo Patella, presidente della Società italiana di allergologia asma e immunologia clinica, è fondamentale distinguere tra intolleranza e allergia.

L’intolleranza al lattosio riguarda gli zuccheri del latte e, pur causando disturbi anche intensi, non è mai letale. Diverso è il caso dell’allergia alle proteine del latte, che può scatenare reazioni improvvise e gravissime, come lo shock anafilattico.

Cos’è lo shock anafilattico

L’anafilassi è una reazione sistemica violenta che coinvolge l’intero organismo. In pochi minuti può provocare un crollo della pressione sanguigna e compromettere il funzionamento di organi vitali come cuore e cervello.

In queste situazioni, sottolineano gli esperti, esiste un solo farmaco in grado di intervenire con efficacia immediata: l’adrenalina auto-iniettabile, che può fare la differenza tra la vita e la morte se somministrata tempestivamente.

L’allergia al latte: un rischio elevato

L’allergia alle proteine del latte è una condizione seria, spesso diagnosticata in età infantile. Quando persiste nell’adolescenza, indica una sensibilità particolarmente elevata.

Tra le proteine coinvolte – caseina, alfa-globulina e beta-lattoglobulina – la caseina è considerata la più pericolosa. È infatti resistente sia al calore sia ai processi digestivi, mantenendo il proprio potere allergizzante anche dopo la cottura. In soggetti molto sensibili, persino l’inalazione dei vapori durante la preparazione di alimenti contenenti latte può scatenare una reazione.

Il rischio nei ristoranti

Nei contesti di ristorazione, uno dei pericoli maggiori è rappresentato dalla cosiddetta “contaminazione nascosta”. Ingredienti come formaggio, latte o tracce di proteine possono essere presenti in piatti dove non sono immediatamente evidenti.

Secondo gli specialisti, è proprio questa la dinamica più frequente: non tanto reazioni crociate, quanto la presenza non dichiarata o accidentale di allergeni negli alimenti.

Si poteva evitare?

Rispondere con certezza è possibile solo dopo gli accertamenti medici e giudiziari. Tuttavia, gli esperti evidenziano che, in presenza di allergie gravi note, la tempestività dell’intervento è cruciale. Il riconoscimento immediato dei sintomi e la somministrazione rapida di adrenalina rappresentano i fattori determinanti per aumentare le possibilità di sopravvivenza.

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