Scatta il sequestro a nota società online del Napoletano

indagati a vario titolo per riciclaggio, truffa aggravata e malversazione legati alla gestione di fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza

A cura di Redazione
24 aprile 2026 14:00
Scatta il sequestro a nota società online del Napoletano -
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Operazione della Guardia di Finanza nel Napoletano, dove i militari del Comando provinciale di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per un valore complessivo di 150mila euro. Il provvedimento, finalizzato alla confisca per equivalente, è stato emesso dal Gip del Tribunale di Napoli Nord su richiesta della Procura europea (Eppo) con sede a Napoli.

L’indagine riguarda tre società, i rispettivi rappresentanti legali e il titolare di una ditta individuale, tutti indagati a vario titolo per riciclaggio, truffa aggravata e malversazione legati alla gestione di fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR).

Al centro dell’inchiesta, secondo quanto riferito dalle Fiamme Gialle, c’è una società con sede a Casoria che operava formalmente nel commercio online di prodotti in carta e plastica. L’azienda avrebbe presentato, nel dicembre 2021, una richiesta di finanziamento PNRR destinata a sostenere la partecipazione delle piccole e medie imprese a fiere internazionali e la promozione del made in Italy.

Per ottenere il contributo, il legale rappresentante avrebbe falsificato la documentazione contabile, alterando il bilancio societario e producendo fatture relative a operazioni mai avvenute, così da simulare la partecipazione a una fiera di settore in Cina.

Dopo aver incassato una prima tranche del finanziamento, il denaro sarebbe stato movimentato attraverso bonifici bancari, in parte diretti anche all’estero, con il coinvolgimento di altre due società e di una ditta individuale ritenute compiacenti, nel tentativo di ostacolare la tracciabilità delle somme.

L’attività investigativa condotta dai finanzieri del Gruppo di Frattamaggiore ha consentito di ricostruire i flussi finanziari e bloccare l’erogazione della restante parte dei fondi.

Il sequestro eseguito riguarda beni immobili e disponibilità finanziarie presenti sui conti correnti degli indagati, per un valore equivalente sia alle somme indebitamente percepite sia a quelle oggetto delle successive operazioni di riciclaggio.

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