Nipote del boss ferito da 5 colpi di pistola
nessuna traccia di sangue, nessun bossolo, nessun elemento che possa confermare la sparatoria descritta
Notte di sangue nella periferia Nord di Napoli, dove un uomo di 33 anni è arrivato gravemente ferito al pronto soccorso dell’Ospedale Cardarelli, raccontando di essere stato vittima di un tentativo di rapina finito nel peggiore dei modi. Una versione che, però, al momento non convince del tutto gli investigatori.
Il protagonista della vicenda è Vincenzo Lo Russo, già noto alle forze dell’ordine e legato a una famiglia storicamente inserita nelle dinamiche della criminalità organizzata locale. Secondo quanto riferito dallo stesso 33enne, l’aggressione sarebbe avvenuta tra le strade di Marianella, dove sarebbe stato avvicinato da alcuni malviventi nel cuore della notte. Al suo rifiuto di consegnare quanto richiesto, gli aggressori avrebbero reagito aprendo il fuoco.
Il bilancio è pesante: cinque colpi di pistola lo hanno raggiunto al braccio sinistro, alle gambe e nella zona lombare. Nonostante la gravità dell’episodio, i medici hanno escluso il pericolo di vita, anche se l’uomo dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico e resta sotto osservazione.
Fin qui, il racconto della vittima. Ma qualcosa non torna. I carabinieri, intervenuti immediatamente dopo l’arrivo dell’uomo in ospedale, si sono recati sul luogo indicato per effettuare i rilievi. E proprio lì emergono i primi dubbi: nessuna traccia di sangue, nessun bossolo, nessun elemento che possa confermare la sparatoria descritta.
Un’assenza di riscontri che apre scenari alternativi. Gli investigatori stanno infatti valutando con attenzione ogni dettaglio, senza escludere che dietro il ferimento possa esserci una dinamica diversa, forse più vicina a un regolamento di conti che a una rapina finita male. Tra le ipotesi al vaglio, prende corpo anche quella di un possibile agguato.
Il passato del 33enne, arrestato nel 2016 nell’ambito di un’operazione contro il clan Lo Russo, noto come “i Capitoni”, rappresenta un elemento che pesa nell’analisi degli inquirenti. I legami familiari e il contesto in cui è cresciuto potrebbero offrire chiavi di lettura differenti rispetto alla versione fornita.
Le indagini proseguono nel massimo riserbo. Gli investigatori stanno raccogliendo testimonianze, analizzando eventuali immagini di videosorveglianza e cercando ogni elemento utile a ricostruire con precisione quanto accaduto. In una città dove ogni dettaglio può fare la differenza, resta da chiarire se si sia trattato davvero di un tentativo di rapina o dell’ennesimo episodio di violenza maturato in ambienti ben più complessi.