Incubo tartaruga killer, recuperati già 25 esemplari

Gli avvistamenti si sono moltiplicati al punto da far ipotizzare agli esperti una possibile riproduzione in ambiente naturale

A cura di Redazione
27 aprile 2026 06:00
Incubo tartaruga killer, recuperati già 25 esemplari -
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Caratteristiche fisiche imponenti, comportamento aggressivo e capacità di infliggere morsi molto potenti: è la Chelydra serpentina, specie originaria del Nord America e considerata tra le tartarughe più pericolose al mondo. Negli ultimi anni la sua presenza è stata segnalata con crescente frequenza anche in Italia, in particolare nell’area di Roma e nei territori limitrofi. Si tratta di una specie aliena invasiva, la cui detenzione e commercializzazione sono vietate per motivi di sicurezza pubblica.

Gli avvistamenti si sono moltiplicati al punto da far ipotizzare agli esperti una possibile riproduzione in ambiente naturale. Due esemplari sono stati recentemente individuati nella Riserva naturale di Torre Flavia, a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, mentre altri ritrovamenti sono stati segnalati anche in contesti urbani.

Secondo quanto riferito dall’etologo Andrea Lunerti, negli anni sono stati effettuati numerosi recuperi, spesso nella campagna romana ma anche in zone più centrali. In un caso, un esemplare di grandi dimensioni era stato abbandonato all’interno di una fontana condominiale, rappresentando un potenziale pericolo per i residenti. L’animale, infatti, è in grado di colpire rapidamente estendendo il collo e può provocare lesioni molto gravi.

Anche per Corrado Battisti, la concentrazione di ritrovamenti in un’area circoscritta suggerisce la possibile presenza di una popolazione nata in natura, forse discendente da un esemplare individuato alcuni anni fa. La diffusione di questa specie rappresenta un rischio non solo per l’uomo ma anche per l’ecosistema, poiché priva di predatori naturali e in competizione con la fauna autoctona.

Per monitorare il fenomeno è previsto l’avvio di uno studio specifico che analizzerà morfologia e DNA degli esemplari rinvenuti. Parallelamente, si stanno predisponendo sistemi di cattura mirati, come le cosiddette “basking trap”, strutture galleggianti progettate per intercettare gli animali quando emergono dall’acqua per esporsi al sole.

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