Spari della camorra contro l'istituto delle suore

Gli undici colpi di pistola esplosi contro il muro di cinta della scuola sono stati notati solo la mattina successiva

A cura di Redazione
15 marzo 2026 17:00
Spari della camorra contro l'istituto delle suore -
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La notte di un quartiere napoletano è stata scossa la scorsa notte da un atto intimidatorio contro la scuola paritaria “Stella Mattutina”, gestita dalle suore dell’ente “Maria Santissima Addolorata”. La vicenda, riportata dal quotidiano Roma, è collegata a un’escalation di tensione del clan Contini, già sotto pressione dopo gli arresti del 3 marzo che hanno coinvolto 39 membri dell’organizzazione.

La scoperta dei danni

Gli undici colpi di pistola esplosi contro il muro di cinta della scuola sono stati notati solo la mattina successiva da alcuni passanti, che hanno immediatamente avvisato la polizia. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito. Le religiose hanno dichiarato di non aver mai ricevuto minacce dirette: secondo gli investigatori, si tratta di un gesto simbolico volto a “marcare il territorio”.

Le modalità dell’azione

Dalle prime indagini e testimonianze frammentarie, gli spari sarebbero stati effettuati da due uomini in scooter. Nonostante il calibro 9x21 e l’elevato numero di colpi, nessuno ha dato l’allarme durante la notte. Sul muro della scuola, che accoglie bambini dell’infanzia e delle elementari, sono stati riscontrati undici fori, mentre la Scientifica della Questura ha recuperato sei bossoli.

Testimonianze e primo sopralluogo

Il tratto di strada non è coperto da telecamere, quindi la testimonianza più rilevante arriva dalla suora responsabile della struttura, una cittadina indonesiana di 40 anni: «Ho sentito rumori in strada, ma pensavo fossero petardi». La religiosa ha preso parte al sopralluogo insieme agli agenti, constatando i danni dei proiettili.

La vita quotidiana della scuola

La scuola è gestita dalle suore, coadiuvate da insegnanti laiche che seguono la didattica e l’organizzazione dei pasti e delle attività per i bambini. In questo periodo, quattro docenti indiani sono ospiti del centro per un progetto con l’Università Federico II. Nonostante l’episodio abbia suscitato preoccupazione tra residenti e famiglie, non si registrano conseguenze per studenti o personale.

Le indagini della polizia proseguono per identificare i responsabili e chiarire il movente della “stesa”, mentre il quartiere resta sotto controllo per prevenire ulteriori atti intimidatori.

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