Sassolini nel risotto ai funghi, donna si rompe i denti
Dopo anni di causa civile, però, il tribunale ha respinto la richiesta di risarcimento
Una cena a base di risotto ai funghi si è trasformata in una lunga battaglia legale per una donna di Pisa. La quarantenne aveva denunciato di essersi rotta alcuni denti dopo aver morso dei sassolini che, secondo la sua ricostruzione, erano presenti in una confezione di funghi porcini secchi acquistata in un supermercato.
Dopo anni di causa civile, però, il tribunale ha respinto la richiesta di risarcimento, ritenendo non provata la responsabilità del punto vendita.
L’episodio durante la cena
La vicenda risale al 2021. La donna aveva acquistato una confezione di funghi porcini secchi in una catena della grande distribuzione e li aveva utilizzati per preparare un risotto nella propria abitazione.
Durante il pasto, però, avrebbe avvertito un forte dolore dopo aver morso alcuni piccoli sassolini presenti nel piatto. Secondo quanto raccontato dalla consumatrice, proprio quei frammenti le avrebbero provocato la rottura di alcuni denti.
Dopo l’incidente la quarantenne si è sottoposta a diverse cure odontoiatriche per la ricostruzione dentale, affrontando spese mediche significative.
La causa contro il supermercato
Convinta che la responsabilità fosse legata al prodotto acquistato, la donna ha deciso di citare in giudizio il supermercato chiedendo il risarcimento dei danni.
Il procedimento civile è proseguito per anni, con l’obiettivo di accertare se i sassolini fossero effettivamente contenuti nella confezione di funghi porcini venduta dal punto vendita.
La decisione del tribunale
Il giudice ha però respinto la richiesta della consumatrice. Secondo la sentenza, non è stato possibile dimostrare con certezza che i sassolini provenissero dalla confezione acquistata nel supermercato.
In particolare, il tribunale ha evidenziato l’assenza di prove sufficienti per stabilire un collegamento diretto tra il corpo estraneo e il prodotto venduto dal negozio.
Nessun risarcimento per la cliente
Alla luce di queste valutazioni, la richiesta di risarcimento è stata rigettata.
La vicenda si è quindi conclusa con una sentenza favorevole al supermercato. La donna, oltre ad aver sostenuto le spese per le cure dentistiche, non ha ottenuto alcun indennizzo per i danni denunciati.