Sanità privata in mobilitazione, caos anche per la riabilitazione
I sindacati denunciano una situazione che riguarda migliaia di addetti del comparto
Doppio appuntamento con la mobilitazione del personale della sanità privata, delle Rsa e dei centri di riabilitazione in Campania. Lavoratrici e lavoratori incroceranno le braccia per chiedere il rinnovo dei contratti collettivi nazionali, fermi da anni.
La prima iniziativa è in programma mercoledì 4 marzo a Napoli, con un presidio davanti alla sede dell’Associazione Italiana Ospedalità Privata (Aiop). La seconda giornata di protesta si terrà martedì 10 marzo, sempre nel capoluogo partenopeo, davanti all’Ospedale Evangelico Villa Betania, struttura individuata come riferimento per gli istituti aderenti all’Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari, che non dispone di una sede regionale.
Contratti scaduti da anni e stipendi fermi
La mobilitazione è promossa da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl. I sindacati denunciano una situazione che riguarda migliaia di addetti del comparto: contratti scaduti da otto, dieci e in alcuni casi oltre tredici anni, senza certezze sui tempi di rinnovo né su un adeguamento salariale coerente con l’aumento del costo della vita.
Secondo le organizzazioni sindacali, il divario retributivo rispetto alla sanità pubblica sta producendo effetti concreti sulle strutture accreditate: difficoltà nel reperire personale, organici insufficienti e carichi di lavoro sempre più gravosi.
“Una battaglia per il diritto alla salute”
I sindacati chiedono un allineamento delle condizioni economiche e normative del settore privato accreditato agli standard del pubblico, oltre a controlli più rigorosi sul rispetto dei requisiti di accreditamento e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
«Invitiamo tutte le cittadine e i cittadini a unirsi alla mobilitazione – afferma Vincenzo Torino, sub commissario della Uil Fpl Napoli e Campania – perché questa non è solo una vertenza contrattuale, ma una questione che riguarda la tutela del diritto alla salute. La qualità dell’assistenza dipende anche dalle condizioni di lavoro di chi opera nelle strutture accreditate».