Resto e anche la colazione, così il bar è stato truffato
Il cliente ha spiegato che ad attendere il fattorino ci sarebbe stata la moglie
Un raggiro semplice ma efficace, che richiama una celebre scena del cinema italiano. È la cosiddetta “truffa della mandrakata”, messa in atto nel pomeriggio di oggi nella zona universitaria di Napoli, lungo Corso Umberto. Un uomo dall’aspetto elegante è riuscito a ingannare il personale di un bar con uno stratagemma che ricorda da vicino quello raccontato nel film cult Febbre da Cavallo.
La truffa della “mandrakata” in un bar di Napoli
Secondo quanto ricostruito, l’uomo è entrato nel locale mostrando modi cordiali e un aspetto distinto: giacca elegante e foulard al collo. Dopo essersi avvicinato alla cassa ha ordinato tre caffè e una bevanda energetica, chiedendo che fossero consegnati in un ufficio nel palazzo situato di fronte al bar.
Il cliente ha spiegato che ad attendere il fattorino ci sarebbe stata la moglie, pronta a pagare con una banconota da 50 euro. Con questo pretesto ha accompagnato il giovane addetto alle consegne fino all’ingresso dell’edificio, convincendolo a consegnargli il resto di 45 euro. La donna, ha assicurato, si trovava poco sopra le scale con il denaro necessario per saldare l’ordine.
Il ragazzo, fidandosi delle indicazioni ricevute, è salito nel palazzo. Una volta arrivato al pianerottolo, però, non ha trovato né l’ufficio indicato né la presunta moglie con i soldi. A quel punto è stato chiaro che si trattava di una truffa.
La denuncia dei titolari del locale
L’episodio è avvenuto nella zona universitaria di Corso Umberto e, secondo quanto riferito, i titolari del bar hanno presentato denuncia alle autorità. A seguirli nella vicenda è l’avvocato Gennaro Demetrio Paipais.
I gestori del locale hanno raccontato che l’uomo si è mostrato fin da subito sicuro e convincente, elemento che ha contribuito a rendere credibile la richiesta.
Il raggiro ricorda la scena di “Febbre da Cavallo”
La dinamica richiama molto da vicino una delle truffe più celebri della commedia italiana, quella raccontata nel film Febbre da Cavallo del 1976 diretto da Steno. Nella pellicola i personaggi interpretati da Gigi Proietti e Enrico Montesano mettono in scena proprio una “mandrakata”, un raggiro costruito con abilità e rapidità.
Nel film, uno dei protagonisti ordina della carne da consegnare in un palazzo signorile e chiede al macellaio di mandare anche il resto, sostenendo che il pagamento sarebbe avvenuto con una banconota di grosso taglio. Una volta arrivato nel palazzo, il ragazzo incaricato della consegna viene ingannato e consegna il resto a un complice che si finge il proprietario dell’abitazione. Solo dopo capisce di essere stato raggirato.
Una truffa “classica” tornata nella realtà
Quello che nel film era un espediente comico si è trasformato, in questo caso, in un episodio reale. I titolari del bar sottolineano come si tratti di uno schema già noto e utilizzato in passato.