No al perito del Tribunale, caos sull'autopsia per Domenico

L’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, contesta la nomina del cardiochirurgo torinese

A cura di Redazione
01 marzo 2026 23:00
No al perito del Tribunale, caos sull'autopsia per Domenico -
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Potrebbe arrivare già domani, o al più tardi martedì mattina, la decisione del giudice per le indagini preliminari sull’istanza di ricusazione presentata dal legale della famiglia del piccolo Domenico nei confronti del professor Mauro Rinaldi, uno dei tre esperti nominati nel collegio per l’incidente probatorio. Dal pronunciamento del gip dipenderanno anche i tempi dell’autopsia sul bambino, morto il 21 febbraio scorso all’Ospedale Monaldi di Napoli dopo un trapianto di cuore.

Secondo quanto ricostruito, l’organo – proveniente da Bolzano – sarebbe arrivato danneggiato a causa del contatto con ghiaccio secco durante il trasporto. Sulla vicenda risultano indagate sette persone con l’accusa di omicidio colposo.

L’avvocato della famiglia Caliendo, Francesco Petruzzi, contesta la nomina del cardiochirurgo torinese, professore ordinario di Cardiochirurgia, sostenendo che non possa garantire la necessaria imparzialità. A suo avviso, Rinaldi si sarebbe già espresso pubblicamente sui fatti e avrebbe inoltre firmato in passato una pubblicazione scientifica insieme a uno dei medici oggi indagati.

A questi elementi si aggiunge un ulteriore documento che il legale intende sottoporre al gip: una nota riservata ai soci della Società Italiana di Chirurgia Cardiaca (Sicch), di cui Rinaldi è vicepresidente. Nel testo, il direttivo esprime solidarietà ai medici del Monaldi coinvolti nell’inchiesta, stigmatizzando quello che viene definito “furore mediatico” e richiamando la necessità di attendere l’accertamento dei fatti nelle sedi competenti. La nota fa anche riferimento alla cosiddetta “second victim syndrome”, ovvero il forte impatto emotivo che può colpire i sanitari coinvolti in eventi avversi.

Per l’avvocato Petruzzi, si tratterebbe di una “scelta di campo” che renderebbe incompatibile la partecipazione di Rinaldi al collegio peritale.

Intanto la madre del bambino, Patrizia, ha espresso sconcerto per quanto emergerebbe dal verbale di una riunione interna convocata il 30 dicembre scorso dai vertici dell’Azienda dei Colli. In quell’incontro, tenutosi una settimana dopo il trapianto, il primario si sarebbe detto convinto della correttezza sia del prelievo – definito perfettamente eseguito e con organo integro – sia dell’intervento di trapianto, aggiungendo che avrebbe richiesto egli stesso un riscontro autoptico in caso di decesso, a tutela della propria reputazione. Anche su questo aspetto la famiglia chiede chiarezza.

Le tensioni tra le parti sono destinate a proseguire, come dimostrato dal confronto avvenuto ieri tra il legale della famiglia e i difensori della cardiochirurga Gabriella Farina, responsabile dell’équipe che ha eseguito l’espianto a Bolzano. I suoi legali invitano a valutare anche la posizione del personale della sala operatoria altoatesina, che avrebbe fornito ghiaccio secco (anidride carbonica allo stato solido) invece del ghiaccio tradizionale per la conservazione dell’organo.

Di fronte a queste ricostruzioni contrapposte, l’avvocato della famiglia Caliendo chiede “silenzio e decoro”, auspicando che l’accertamento della verità avvenga nelle sedi giudiziarie, senza anticipazioni o difese ritenute affrettate.

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