Monaldi, arriva l'accordo con il Bambino Gesù per rilanciare la cardiochirurgia
L’obiettivo è rafforzare l’attività di cardiochirurgia pediatrica e garantire continuità e qualità nell’assistenza ai piccoli pazienti
La morte del piccolo Domenico Caliendo, avvenuta due mesi dopo un trapianto di cuore non riuscito, ha scosso profondamente l’ospedale Monaldi di Napoli e acceso i riflettori sul reparto di cardiochirurgia pediatrica. La vicenda ha aperto un’inchiesta che vede indagati sette medici della struttura sanitaria partenopea.
Il caso ha generato anche un clima di forte tensione interna. Dopo il decesso del bambino, di appena due anni e mezzo, alcuni infermieri della sala operatoria hanno denunciato pubblicamente un ambiente di lavoro definito “tossico”. In una lettera resa pubblica, il personale sanitario ha parlato di presunte offese e umiliazioni subite da parte del cardiochirurgo Oppido, il medico che ha eseguito l’intervento di trapianto e che figura tra i professionisti attualmente sotto indagine.
Alla luce delle polemiche e della preoccupazione crescente attorno al reparto, l’ospedale Monaldi ha avviato un accordo di collaborazione con l’ospedale Bambino Gesù di Roma. L’obiettivo è rafforzare l’attività di cardiochirurgia pediatrica e garantire continuità e qualità nell’assistenza ai piccoli pazienti.
In una nota ufficiale, l’Azienda Ospedaliera dei Colli – sotto la cui gestione rientra il Monaldi – ha spiegato che l’intesa è stata richiesta proprio dopo la tragica vicenda del piccolo Domenico. Secondo quanto comunicato, si tratta di un intervento immediato pensato per consolidare il servizio e sostenere le famiglie che continuano a rivolgersi alla struttura napoletana. L’accordo, viene sottolineato, si inserisce in una collaborazione scientifica e clinica già esistente tra centri di eccellenza della cardiologia pediatrica.
“La possibilità che questa drammatica vicenda potesse avere ripercussioni sull’attività cardiochirurgica ci ha spinto a verificare subito tutte le possibili soluzioni, sia interne sia esterne all’ospedale”, ha dichiarato Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. “Abbiamo quindi attivato una collaborazione con uno dei centri pediatrici più autorevoli a livello nazionale, con l’obiettivo di garantire la piena operatività del servizio, tutelare i pazienti e rafforzare ulteriormente un settore strategico della nostra Azienda”.