Lavora 7 anni come cameriera senza contratto, cacciata perché incinta
Il compenso, stando a quanto riferito, sarebbe stato di circa 50 euro a turno
Una cameriera avrebbe lavorato per anni senza contratto in un bar del centro storico di Napoli e sarebbe stata allontanata dal lavoro dopo aver comunicato la propria gravidanza. La vicenda riguarda Valeria, una giovane napoletana che ha deciso di rivolgersi alla giustizia per far valere i propri diritti. La prima udienza del procedimento è fissata per domani davanti al Tribunale di Napoli.
Cameriera in nero per anni e licenziata dopo la gravidanza
Secondo il racconto della lavoratrice, Valeria avrebbe prestato servizio per circa sei anni e mezzo in un noto locale del centro storico partenopeo. In tutto questo tempo avrebbe lavorato senza contratto e senza alcuna tutela, con turni di cinque o sei giorni alla settimana.
Il compenso, stando a quanto riferito, sarebbe stato di circa 50 euro a turno. La situazione sarebbe cambiata quando la giovane ha scoperto di essere incinta. Invece degli auguri, sostiene, avrebbe ricevuto una comunicazione informale che di fatto la escludeva dal lavoro perché ritenuta non più idonea a svolgere il servizio.
La causa e la prima udienza al Tribunale di Napoli
Dopo l’allontanamento, la lavoratrice ha deciso di intraprendere un’azione legale. La prima udienza della causa è prevista presso il Tribunale di Napoli.
La vicenda è stata resa pubblica dal movimento politico Potere al Popolo, che ha annunciato anche un presidio di solidarietà all’esterno del tribunale, in piazzale Cenni, a partire dalle 10.30 del giorno dell’udienza.
Il supporto della Camera Popolare del Lavoro
La giovane si è rivolta alla Camera Popolare del Lavoro, uno sportello che offre assistenza ai lavoratori e promuove iniziative contro gli abusi nei rapporti di lavoro.
Secondo quanto riferito dall’organizzazione, la lavoratrice avrebbe svolto per anni la propria attività completamente in nero. Questo significherebbe, tra le altre cose, l’assenza di contributi previdenziali e di qualsiasi tutela formale.
Sempre secondo la ricostruzione fornita dall’associazione, il rapporto di lavoro sarebbe stato interrotto verbalmente dopo l’annuncio della gravidanza, proprio perché non esisteva un contratto regolare da rescindere.
Una vicenda che riaccende il tema del lavoro irregolare
Il caso, che ora sarà esaminato in sede giudiziaria, riporta l’attenzione sul tema del lavoro irregolare e delle tutele per le lavoratrici, in particolare durante la maternità.
Secondo i promotori dell’iniziativa di solidarietà, la storia di Valeria rappresenta una situazione che molte persone vivono in silenzio. La scelta di avviare una causa, sostengono, nasce dalla volontà di ottenere giustizia e di portare alla luce condizioni di lavoro che spesso rimangono invisibili.