Ladri nella casa sotto sequestro dell'imprenditore ucciso

i malviventi avrebbero violato i sigilli ed effettuato l’ingresso dalla parte posteriore della proprietà

A cura di Redazione
09 marzo 2026 06:00
Ladri nella casa sotto sequestro dell'imprenditore ucciso -
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Nuovo colpo di scena nella vicenda che riguarda la morte dell’imprenditore di Pagani Francesco Vitolo, il 60enne trovato senza vita il 28 febbraio nella sua abitazione. Nella notte tra sabato e domenica alcuni ladri si sono introdotti nella villa di famiglia, situata in viale degli Aranci, nonostante l’immobile fosse già sottoposto a sequestro nell’ambito delle indagini sull’omicidio.

Secondo quanto emerso, i malviventi avrebbero violato i sigilli ed effettuato l’ingresso dalla parte posteriore della proprietà. Approfittando dell’oscurità e dell’assenza di sistemi di videosorveglianza, i ladri sarebbero riusciti a entrare attraverso una finestra che conduce a una camera da letto al piano terra.

Villa a soqquadro ma niente bottino

Una volta all’interno dell’abitazione, gli intrusi hanno rovistato nelle stanze e messo l’intera casa sottosopra. Tuttavia, dalle prime verifiche effettuate dai figli dell’imprenditore, non risulterebbero oggetti rubati.

I familiari avrebbero spiegato ai carabinieri che nell’abitazione non erano presenti denaro o beni di particolare valore. Per questo motivo gli investigatori ritengono che il furto non sia collegato direttamente alla vicenda giudiziaria legata alla morte dell’imprenditore.

L’ipotesi più accreditata è che i ladri non sapessero che la villa fosse stata posta sotto sequestro dalle autorità. Nella stessa notte, inoltre, nella zona si sarebbero verificati altri episodi di furto, circostanza che rafforza l’idea di una serie di colpi messi a segno casualmente nel quartiere.

Il furto poche ore dopo i funerali

L’intrusione nella proprietà della famiglia Vitolo è avvenuta a distanza di poche ore dai funerali dell’imprenditore e judoka, celebrati sabato mattina nella chiesa di Sant’Alfonso a Pagani.

Nel frattempo le indagini sulla morte del 60enne proseguono. Gli inquirenti stanno raccogliendo nuovi elementi per chiarire con precisione quanto accaduto la sera della tragedia.

Per l’omicidio è attualmente detenuta la moglie dell’imprenditore, Raffaella Cirillo, 54 anni. Secondo l’accusa, sarebbe stata lei a colpire mortalmente il marito con una coltellata al torace.

Identificata la presunta amante

Nel corso delle indagini è stata identificata anche la presunta amante di Vitolo, con cui l’uomo avrebbe avuto una relazione extraconiugale scoperta dalla moglie. La donna, più giovane dell’imprenditore e appassionata di sport, non risiede nell’Agro nocerino-sarnese.

I carabinieri l’avrebbero già ascoltata come persona informata sui fatti e avrebbero sequestrato il suo telefono cellulare. Gli investigatori stanno analizzando le chat presenti nel dispositivo alla ricerca di eventuali elementi utili all’inchiesta.

Il messaggio che avrebbe scatenato la lite

Secondo quanto dichiarato dalla stessa Cirillo durante gli interrogatori davanti al pubblico ministero Gianluca Caputo e al giudice per le indagini preliminari Giuseppe Pipola, all’origine della tragedia ci sarebbe un messaggio ricevuto da Vitolo proprio dall’amante la sera del delitto.

La comunicazione avrebbe provocato una violenta discussione tra i coniugi, degenerata poi nell’aggressione mortale.

I primi risultati dell’autopsia

Ulteriori risposte potrebbero arrivare dall’autopsia eseguita sul corpo dell’imprenditore. Dai primi riscontri dell’esame autoptico sarebbe emerso un dettaglio decisivo: la coltellata sarebbe stata inferta sull’emitorace sinistro, tra la quarta e la quinta costola, colpendo direttamente il cuore.

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