L'abbraccio della Meloni alla mamma di Domenico: "Il figlio di tutti noi"

La celebrazione è stata presieduta dal vescovo della diocesi di Nola Francesco Marino

A cura di Redazione
04 marzo 2026 21:00
L'abbraccio della Meloni alla mamma di Domenico: "Il figlio di tutti noi" -
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È stato il giorno del silenzio e delle lacrime per Nola. Migliaia di persone hanno riempito la Cattedrale di Santa Maria Assunta per dare l’ultimo saluto a Domenico, il bambino di due anni e quattro mesi morto dopo un trapianto di cuore. Una tragedia che ha scosso non solo la comunità nolana, ma l’intero Paese.

La presenza della premier e l’abbraccio ai genitori

Tra i presenti anche il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, arrivata poco prima dell’inizio della celebrazione. Accolta dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, la premier ha raggiunto i primi banchi per stringere in un lungo abbraccio il padre e la madre del piccolo, Patrizia.

Una madre che nei giorni precedenti aveva trovato la forza di chiedere verità e chiarezza su quanto accaduto al figlio, trasformando il dolore in una richiesta composta ma determinata di giustizia.

Il rito e le parole della Chiesa

La celebrazione è stata presieduta dal vescovo della diocesi di Nola, Francesco Marino. Accanto a lui sull’altare il cardinale Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, che aveva accompagnato la famiglia negli ultimi giorni di vita del bambino, amministrandogli anche l’estrema unzione.

Durante l’omelia, monsignor Marino ha interpretato il sentimento collettivo: «Domenico è diventato il figlio di tutti noi. Come si dice a Napoli, “’e figli so’ piezz ’e core”, e oggi il nostro cuore si è spezzato».

Un messaggio di conforto rivolto ai genitori e ai fratellini, ma anche un pensiero per un’altra madre, lontana centinaia di chilometri: quella del bambino di Bolzano che aveva donato il cuore. Un gesto di immensa generosità che il vescovo ha invitato a custodire, incoraggiando la cultura della donazione degli organi e ribadendo la necessità di continuare a credere nella buona medicina.

La piazza, lo striscione e l’ultimo applauso

All’esterno della cattedrale, uno striscione chiedeva “Giustizia per Domenico”. Quando la piccola bara bianca ha varcato il portone, un applauso lungo e ininterrotto ha accompagnato il feretro. Dalla folla si è levato più volte lo stesso grido: «Giustizia».

In sottofondo, la canzone Guerriero di Marco Mengoni, il soprannome con cui la mamma aveva chiamato il suo bambino durante i mesi della lotta in ospedale. In cielo sono volati centinaia di palloncini bianchi. Su uno, una frase che ha colpito tutti: «Non dovevi diventare una notizia, ma diventare grande».

Tra i tanti presenti, moltissimi bambini. Uno di loro ha lasciato una lettera sulla bara: «Ti voglio bene, troverai tanti angeli con cui giocare».

Le istituzioni e l’inchiesta

A rendere omaggio alla famiglia anche Anna Iervolino, direttrice generale dell’Azienda ospedaliera dei Colli, da cui dipende l’Ospedale Monaldi, la struttura dove Domenico si è spento il 21 febbraio. Un incontro riservato, concluso con un abbraccio ai genitori, mentre resta aperta l’inchiesta che vede indagati alcuni sanitari.

Alla funzione hanno partecipato, tra gli altri, il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero e il sindaco della Città metropolitana di Napoli Gaetano Manfredi.

Il grazie della mamma

Al termine della celebrazione, Patrizia ha voluto prendere la parola. Con la voce spezzata dalle lacrime ha ringraziato tutti: dalla premier al prefetto, dalle autorità locali alla Regione, fino alla Chiesa e ai cittadini. «Vi siete mossi tutti, grazie», ha detto.

La piazza lentamente si è svuotata. Ma a Nola resta un dolore profondo e una domanda che continua a riecheggiare: perché.

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