Claudio morì al Monaldi, il racconto della mamma in tv
Il giorno dell’operazione i familiari raccontano di essere stati rassicurati dal personale sanitario
Torna sotto i riflettori il caso della morte del piccolo Claudio, il bambino deceduto nel 2023 dopo un intervento chirurgico all’Ospedale Monaldi. I genitori hanno raccontato la loro versione dei fatti ai microfoni della trasmissione televisiva Fuori dal Coro, ricostruendo le fasi che hanno preceduto la tragedia.
Secondo quanto riferito dalla famiglia, il bambino era nato con un soffio al cuore, una condizione che avrebbe richiesto un intervento chirurgico correttivo. L’operazione, però, sarebbe stata effettuata soltanto tre mesi e mezzo dopo la nascita. Un ritardo che, secondo i genitori, potrebbe aver inciso sull’esito finale.
Le rassicurazioni prima dell’intervento
Il giorno dell’operazione i familiari raccontano di essere stati rassicurati dal personale sanitario. In particolare, la madre ricorda le parole del chirurgo che avrebbe eseguito l’intervento.
«Lo stesso chirurgo che l’ha operato mi disse di stare tranquilla perché era un intervento di routine», ha raccontato durante la trasmissione. Il medico indicato dai genitori è Guido Oppido, lo stesso chirurgo che ha operato anche il piccolo Domenico, caso recentemente finito al centro dell’attenzione mediatica.
Il trasferimento in terapia intensiva
Dopo l’operazione, ai genitori sarebbe stato comunicato che l’intervento era tecnicamente riuscito. «Uno dei medici ci disse che era andato bene e che sarebbe uscito Oppido a darci ulteriori informazioni», ricorda la madre.
Il bambino sarebbe stato quindi trasferito nel reparto di terapia intensiva, che secondo il racconto dei familiari sarebbe condiviso anche con pazienti adulti. I genitori sarebbero poi tornati a casa senza poter vedere il figlio.
La telefonata nella notte
Poche ore più tardi la situazione sarebbe precipitata. Intorno alle 22.30 la famiglia avrebbe ricevuto una telefonata dall’ospedale che li invitava a recarsi con urgenza nella struttura.
«Ci dissero: se potete avvicinarvi all’ospedale… se mio figlio respira ancora, avvicinatevi all’ospedale», ha raccontato il padre Carlo durante l’intervista televisiva.
I dubbi della madre
La madre, Lidia, ha spiegato di aver iniziato a nutrire preoccupazioni già nei giorni precedenti all’intervento. Secondo il suo racconto, infatti, le condizioni del bambino sarebbero progressivamente peggiorate invece di migliorare.
«Io inizi a capire che mio figlio lì non stava bene, perché anziché migliorare stava peggiorando», ha dichiarato. La donna sostiene che nel giro di pochi giorni il piccolo sarebbe peggiorato drasticamente, fino a diventare quasi irriconoscibile.