"Canzone di camorra" e insulti razzisti, scattano le denunce di Sal Da Vinci

A intervenire sulla vicenda è stato l’avvocato e amico di lunga data dell’artista

A cura di Redazione
08 marzo 2026 20:00
"Canzone di camorra" e insulti razzisti, scattano le denunce di Sal Da Vinci -
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Dopo il trionfo al Festival di Sanremo, per Sal Da Vinci sono giorni di grande entusiasmo ma anche di polemiche. L’artista napoletano è stato accolto con una vera e propria festa nella sua città e ha ricevuto un’ovazione allo Stadio Diego Armando Maradona, simbolo dell’affetto del pubblico partenopeo. Accanto ai festeggiamenti, però, non sono mancate critiche e commenti polemici, soprattutto sui social. Per questo il cantante ha invitato i fan a mantenere toni pacati e a non cadere nelle provocazioni, scegliendo per il momento un profilo basso.

A intervenire sulla vicenda è stato anche l’avvocato e amico di lunga data dell’artista, Carlo Claps, che ha chiarito la posizione del cantante. Secondo il legale, quando un artista è al centro dell’attenzione, soprattutto dopo una vittoria così importante, è inevitabile che arrivino anche reazioni negative, spesso amplificate dai social network.

Claps ha però sottolineato la differenza tra critica musicale, anche severa, e insulto personale o discriminazione culturale. In alcuni commenti, ha spiegato, non verrebbe criticata la canzone ma l’artista in quanto napoletano e rappresentante della tradizione della canzone napoletana, considerata da alcuni in modo dispregiativo.

«Ho letto frasi che equiparano la canzone napoletana a qualcosa di dannoso o pestilenziale – ha dichiarato – e questo non è giudizio critico, ma discriminazione». Parole che, secondo il legale, offendono non solo l’artista ma anche una tradizione musicale riconosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

Claps ha inoltre ricordato che Sal Da Vinci ha costruito la propria reputazione in oltre cinquant’anni di carriera, con lavoro e rispetto verso il pubblico. Per questo, qualora gli attacchi dovessero trasformarsi in offese diffamatorie o discriminazioni, l’artista potrebbe valutare azioni legali.

«La tutela dell’immagine di un artista è un diritto riconosciuto dalla legge – ha concluso – e la discriminazione culturale è una forma di odio che i tribunali hanno già condannato più volte». Nel frattempo il cantante preferisce concentrarsi sul momento positivo, ringraziando i fan e la sua città per l’affetto ricevuto.

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