Camorra informatica, ecco i nomi dei 16 arrestati

Secondo gli inquirenti sarebbero almeno sessanta le persone raggirate dalla rete criminale

A cura di Redazione
16 marzo 2026 13:30
Camorra informatica, ecco i nomi dei 16 arrestati -
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Una struttura criminale capace di incassare fino a 400mila euro in una sola giornata attraverso truffe informatiche. È quanto emerge dall’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che ha colpito una rete legata al Clan Mazzarella, specializzata in frodi online e raggiri bancari.

Secondo gli investigatori, il gruppo aveva messo a punto una versione evoluta della cosiddetta truffa del “finto bancario”, riuscendo in un caso anche a ottenere un bonifico da 60mila euro da una delle vittime.

Tra i principali indagati figurano esponenti di spicco del clan, tra cui Michele Mazzarella e la moglie Marianna Giuliano, oltre ad altri membri della famiglia come Alberto Mazzarella e Ciro Mazzarella.

Furto di carte di credito e contatti con le vittime

Nell’inchiesta compare anche il nome di Antonio Licciardi, attualmente indagato ma a piede libero. Secondo gli investigatori avrebbe partecipato a un’azione nel centro di smistamento delle poste di Milano, dove sarebbero state sottratte carte di credito poi utilizzate per contattare direttamente i clienti.

Da quel momento partivano le telefonate e i tentativi di raggiro ai danni delle vittime.

Finte filiali bancarie e telefonate con accento lombardo

Il sistema utilizzato dalla rete criminale era particolarmente sofisticato. Gli indagati avrebbero creato vere e proprie filiali bancarie abusive, una nella periferia orientale di Napoli e un’altra in Spagna.

Gli operatori della truffa si presentavano come dipendenti di istituti di credito e parlavano con un accento lombardo per apparire più credibili agli occhi delle vittime.

Inoltre veniva utilizzata la tecnica dello “sdoppiamento” del numero telefonico: chi riceveva la chiamata, verificando il numero su internet, lo trovava effettivamente collegato alla propria banca, aumentando così la fiducia nei confronti dell’interlocutore.

Circa sessanta vittime

Secondo gli inquirenti sarebbero almeno sessanta le persone raggirate dalla rete criminale. Tra loro anche un dipendente bancario.

L’indagine ha fatto emergere inoltre un aspetto particolare: nonostante la storica rivalità tra il Clan Mazzarella e il Clan Licciardi, ci sarebbe stato un accordo tra le due organizzazioni. I Licciardi avrebbero infatti messo a disposizione dei rivali un proprio esperto informatico per sviluppare il sistema di truffe online.

Le misure cautelari

Sono state applicate misure cautelari nei confronti di Emanuela Brusco, Gennaro Brusco, Ferdinando Coronella, Umberto Costagliola, Ernesto De Carlo, Alberto Mazzarella, Ciro Mazzarella, Michele Mazzarella, Giuseppe Messina, Marco Ostroschi, Antonio Pisanti e Valerio Ripoli.

Per Vincenzo Crisci, Aniello Evangelista, Marianna Giuliano e Anna Imparato è stato invece disposto il divieto di dimora in Campania.

Le indagini proseguono per ricostruire l’intera rete delle truffe e individuare eventuali altri complici coinvolti nel sistema criminale.

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