Boom di casi di sifilide tra i 15enni
L’infezione si trasmette principalmente attraverso rapporti sessuali non protetti
Aumentano i casi di sifilide tra gli adolescenti e i giovani adulti. A lanciare l’allarme è l’infettivologo Matteo Bassetti, che in un video pubblicato sui social ha evidenziato come il fenomeno stia assumendo dimensioni sempre più rilevanti a livello internazionale.
Secondo lo specialista, l’attenzione globale si è recentemente concentrata soprattutto su alcuni Paesi del Sud America, in particolare il Perù, dove si registra un significativo aumento dei contagi. Tuttavia, segnali preoccupanti si registrano anche in Italia, con un incremento dei casi soprattutto tra giovanissimi, anche tra i 15 e i 17 anni.
Cos’è la sifilide
La Sifilide è una malattia sessualmente trasmissibile causata dal batterio Treponema pallidum. L’infezione si trasmette principalmente attraverso rapporti sessuali non protetti.
«Se curata correttamente non comporta particolari problemi», ha spiegato Bassetti. Tuttavia, la diagnosi precoce è fondamentale: senza un’identificazione tempestiva tramite test specifici, la malattia può evolvere e provocare complicazioni anche gravi.
I sintomi e le fasi della malattia
La sifilide si sviluppa in diversi stadi. Nella fase iniziale può comparire una piccola ulcera indolore nel punto di contagio. Successivamente possono manifestarsi eruzioni cutanee, spesso sui palmi delle mani e sulle piante dei piedi, accompagnate da febbre, mal di gola e ingrossamento dei linfonodi.
Se non trattata, l’infezione può entrare in una fase latente che può durare anche anni. Nei casi più avanzati, oggi rari ma ancora possibili, la malattia può evolvere nella fase terziaria, con danni seri a cuore, cervello e sistema nervoso.
Prevenzione e cure
Per prevenire la sifilide e le altre infezioni sessualmente trasmesse resta fondamentale l’uso del preservativo durante i rapporti sessuali.
La diagnosi avviene attraverso specifici esami del sangue. Una volta individuata, l’infezione può essere trattata efficacemente con antibiotici, in particolare con la Penicillina. Tuttavia, se la malattia ha già provocato danni nella fase avanzata, questi potrebbero non essere completamente reversibili.