Benzina già oltre due euro al litro
ipotesi che alcune grandi compagnie petrolifere possano aver trattenuto parte del greggio in attesa di ulteriori aumenti delle quotazioni
Il rapido aumento dei prezzi di benzina e diesel registrato nelle ultime ore solleva dubbi e sospetti di possibili speculazioni lungo la filiera dei carburanti. A evidenziarlo è un’analisi pubblicata da La Repubblica, secondo cui i rincari scattati poco dopo l’inizio della guerra in Iran non troverebbero piena giustificazione nelle normali dinamiche del mercato energetico.
Aumenti immediati dopo lo scoppio del conflitto
Secondo quanto riportato, i prezzi di diesel e benzina sono saliti nel giro di poche ore dall’avvio della crisi internazionale. Tuttavia, il petrolio acquistato a costi più elevati non avrebbe ancora raggiunto fisicamente i distributori italiani, circostanza che rende difficile spiegare aumenti così rapidi alla pompa.
Monitoraggio del governo sui carburanti
La questione è stata affrontata nella commissione di allerta rapida convocata dal garante per la sorveglianza dei prezzi presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Dalle prime verifiche emerge che all’inizio della settimana le raffinerie italiane non presentavano carenze di carburante.
Secondo fonti vicine al ministero, starebbe prendendo corpo l’ipotesi che alcune grandi compagnie petrolifere possano aver trattenuto parte del greggio in attesa di ulteriori aumenti delle quotazioni, per immetterlo sul mercato in un secondo momento e massimizzare i margini di profitto.
Alcuni elementi raccolti durante il monitoraggio sarebbero già stati trasmessi alla Guardia di Finanza. Non si esclude inoltre un eventuale intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per verificare eventuali comportamenti anticoncorrenziali.
Prezzi più alti in autostrada e nelle grandi città
Gli aumenti più marcati si registrano nei distributori autostradali, ma anche nelle città si segnalano livelli molto elevati. Secondo i dati dell’Osservaprezzi carburanti del ministero, a Milano si raggiungono i valori più alti: fino a 2,60 euro al litro per la benzina e 2,61 euro per il gasolio.
A Roma alcuni distributori arrivano a 2,19 euro al litro per la benzina e 2,39 euro per il diesel.
Situazione simile anche a Napoli, dove i prezzi più elevati si registrano nella zona della provinciale Montagna Spaccata: fino a 2,44 euro al litro sia per la benzina sia per il gasolio al servito.
Le proteste dei gestori
Nei giorni scorsi le principali associazioni di categoria dei gestori di impianti di carburante — Faib, Fegica e Figisc — hanno definito gli aumenti «ingiusti e per niente giustificati», chiedendo chiarimenti sull’andamento dei prezzi e sulle dinamiche che li stanno determinando.