Assistente del chirurgo estetico lascia il lavoro e comincia a fare interventi senza titolo
Le vengono contestati circa dieci episodi specifici in cui avrebbe effettuato autonomamente prestazioni sanitarie
Accusata di esercizio abusivo della professione medica. Contestati interventi invasivi tra mastoplastiche e liposuzioni.
La Procura della Repubblica di Roma ha notificato l’avviso di chiusura delle indagini preliminari nei confronti di Olivia Susanna Buldrini, 46 anni, ex assistente del chirurgo estetico Carlo Bravi.
La donna rischia ora il rinvio a giudizio con l’accusa di esercizio abusivo della professione medica.
Le accuse: interventi senza laurea
Secondo quanto ricostruito dal pubblico ministero Stefano Opilio, tra il 2022 e il 2025 Buldrini si sarebbe finta medico pur non avendo mai conseguito la laurea.
Le vengono contestati circa dieci episodi specifici in cui avrebbe effettuato autonomamente prestazioni sanitarie e interventi di chirurgia estetica invasiva, tra cui:
Mastoplastiche
Liposuzioni
Iniezioni di botox
Filler
Procedure eseguite, secondo l’accusa, senza abilitazione e senza i requisiti previsti dalla legge.
Gli studi abusivi tra ambulatori e abitazioni private
L’inchiesta ha fatto emergere una rete di luoghi in cui la sedicente dottoressa avrebbe ricevuto i pazienti.
Il centro principale sarebbe stato un ambulatorio in via Garigliano, risultato privo delle necessarie autorizzazioni sanitarie. Le prestazioni sarebbero state effettuate anche:
Presso la sua abitazione privata nel quartiere Trieste
In uno studio di via Po
In una struttura sanitaria di via Falconieri
Nei locali di un altro professionista
Il legame con l’inchiesta su Carlo Bravi
Il nome della 46enne compare nell’ambito del contesto lavorativo del chirurgo estetico Carlo Bravi, a sua volta indagato per il decesso di una paziente avvenuto durante un intervento di liposuzione.
Le due vicende restano distinte, ma inserite nello stesso filone investigativo sulla chirurgia estetica.
Contestata anche un’aggressione
Oltre all’esercizio abusivo della professione, alla donna viene contestato un episodio di lesioni personali: avrebbe aggredito una paziente al culmine di una discussione.
Un sistema di chirurgia estetica illegale
L’indagine della Procura capitolina mette in luce un presunto sistema sommerso di chirurgia estetica illegale, con interventi eseguiti in contesti non autorizzati e senza adeguate competenze mediche, esponendo i pazienti a rischi elevati per la salute.
Ora si attende la decisione sulla richiesta di rinvio a giudizio.