Altro caso al Monaldi, bimba morta dopo il trapianto

Il presunto secondo caso è stato segnalato anche dal deputato Francesco Emilio Borrelli

A cura di Redazione
08 marzo 2026 12:00
Altro caso al Monaldi, bimba morta dopo il trapianto -
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Il caso della morte del piccolo Domenico Caliendo continua a sollevare interrogativi e polemiche. La vicenda, che ha profondamente scosso l’ospedale Monaldi di Napoli, resta al centro dell’attenzione mentre proseguono le indagini per chiarire se dietro il decesso del bambino possano esserci stati errori o responsabilità mediche.

Nel frattempo emergerebbe un secondo episodio simile. Secondo quanto riferito dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale che assiste i genitori di Domenico, un’altra famiglia si sarebbe rivolta al suo studio per approfondire la morte della propria figlia, avvenuta dopo un trapianto di cuore con esito negativo. La notizia è stata riportata anche dal Corriere della Sera.

Il presunto secondo caso è stato segnalato anche dal deputato Francesco Emilio Borrelli, che sui social ha pubblicato un video in cui si vedrebbe il cuore della bambina trasportato in un contenitore refrigerato simile a quello utilizzato per il trapianto del piccolo Domenico.

La vicenda riguarda una bambina di cinque anni, deceduta nel marzo del 2023. La madre ha raccontato la storia della figlia spiegando che, all’epoca dei fatti, la famiglia decise di non presentare denuncia. I genitori, profondamente cattolici, non volevano infatti che fosse effettuata l’autopsia sul corpo della bambina.

Il primo ricovero della piccola risale al 2021 proprio all’ospedale Monaldi, dove le era stato diagnosticato un grave problema cardiaco. Secondo quanto riportato nel racconto diffuso sui social, già durante quel periodo i familiari avrebbero percepito un clima difficile nel reparto, lamentando anche l’atteggiamento poco umano del primario.

Nel mese di agosto dello stesso anno la bambina venne sottoposta a trapianto di cuore. Anche in questa circostanza, secondo quanto riferito dalla madre, l’organo sarebbe stato trasportato in un contenitore simile a un frigo portatile da spiaggia. Un dettaglio su cui ha posto l’attenzione anche l’avvocato Petruzzi, sottolineando che si tratterebbe dello stesso modello indicato nel caso Domenico e che, secondo le linee guida del Centro Nazionale Trapianti in vigore dal 2018, il trasporto degli organi dovrebbe avvenire tramite contenitori dotati di termostato.

Dopo l’intervento, ai genitori sarebbe stato comunicato che l’operazione era riuscita. Tuttavia, secondo il racconto della famiglia, successivamente si sarebbero interrotti i contatti con il primario del reparto.

La bambina venne ricoverata nuovamente nel 2023 a causa di un peggioramento delle condizioni di salute. La madre ha raccontato che la figlia dormiva quasi continuamente e aveva smesso di urinare. Nonostante le segnalazioni ai medici, secondo il racconto dei familiari la situazione sarebbe stata sottovalutata fino a quando la piccola ha avuto una grave crisi epilettica.

Trasferita in terapia intensiva, la bambina è rimasta in coma per 46 giorni prima di morire.

L’avvocato Petruzzi ha spiegato che la famiglia lo ha contattato per approfondire il caso e acquisire la documentazione medica relativa al percorso sanitario della bambina. Secondo quanto riferito dal legale, anche in questa vicenda i genitori avrebbero segnalato comportamenti ritenuti anomali da parte di alcuni medici.

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