Trapianti, altri due casi sospetti al Monaldi
Secondo la relazione di 295 pagine inviata dalla Regione Campania al Ministero della Salute, l’Azienda dei Colli disponeva a dicembre di tre dispositivi Paragonix
La Procura di Napoli sta approfondendo altri due episodi sospetti relativi a trapianti al Ospedale Monaldi, dopo la morte del bambino di 2 anni, sottoposto a trapianto di cuore con un organo danneggiato il 23 dicembre 2025. Lo riportano fonti del Tg1, evidenziando come l’inchiesta si stia concentrando su eventuali criticità nella gestione e nel trasporto degli organi.
Dispositivi Paragonix disponibili, ma non utilizzati
Secondo la relazione di 295 pagine inviata dalla Regione Campania al Ministero della Salute, l’Azienda dei Colli disponeva a dicembre di tre dispositivi Paragonix, contenitori di ultima generazione per il trasporto e la conservazione degli organi da trapianto.
I documenti, firmati dal direttore generale Anna Iervolino e dal direttore sanitario Angela Annechiarico, confermano che in sala trapianti erano presenti due dispositivi e un ulteriore Paragonix era disponibile in farmacia come riserva.
Tuttavia, l’equipe che ha eseguito il prelievo e il trapianto del cuore destinato al piccolo Domenico ha dichiarato di non essere stata a conoscenza della disponibilità del Paragonix. La mancata adozione del dispositivo conforme alla normativa vigente costituisce uno degli elementi al centro delle indagini.
Uso di contenitori non sterili a Bolzano
Dall’inchiesta emerge anche che, durante il trasferimento del cuore da Bolzano a Napoli, l’equipe partenopea non disponeva di un contenitore idoneo. L’organo è stato sistemato in un barattolo di plastica non sterile, normalmente utilizzato in laboratorio per pezzi anatomici, con il consenso della cardiochirurga dell’Ospedale Monaldi.
Un operatore sanitario presente in sala operatoria ha dichiarato agli inquirenti che, non avendo a disposizione un contenitore sterile, ha mostrato alla chirurga il barattolo disponibile. La dottoressa avrebbe risposto che andava bene, e il cuore è stato quindi inserito nel sacchetto e sistemato nel barattolo istologico per il trasporto.
Focus dell’indagine
Le autorità stanno ora verificando:
La corretta disponibilità e uso dei dispositivi Paragonix per tutti i trapianti effettuati;
Le modalità di trasporto degli organi tra le diverse strutture ospedaliere;
Eventuali responsabilità del personale sanitario nella gestione dei contenitori non conformi.
Le indagini proseguono per chiarire le dinamiche dei casi sospetti e prevenire ulteriori criticità nel sistema dei trapianti dell’ospedale partenopeo.