Niente trapianto, la mamma è rassegnata

Il piccolo resta attaccato alla respirazione extracorporea

A cura di Redazione
18 febbraio 2026 23:00
Niente trapianto, la mamma è rassegnata -
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Non c’è più speranza per il piccolo ricoverato all’Ospedale Monaldi, vittima di un gravissimo errore medico. Gli esperti italiani di trapianto cardiaco pediatrico, dopo una valutazione al letto del bambino in terapia intensiva, hanno escluso la possibilità di un nuovo cuore, nonostante la disponibilità di un organo nella serata di martedì. Il piccolo resta dunque collegato alle macchine con il cuore danneggiato durante il trasporto a causa del ghiaccio utilizzato, mentre la Procura, che ha già iscritto sei medici nel registro degli indagati, dovrà ricostruire la sequenza di errori che ha condotto a questa drammatica situazione.

“Le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto”: questa è la conclusione cui sono giunti gli specialisti provenienti dai principali centri italiani di cardiochirurgia pediatrica, riuniti all’Azienda Ospedaliera dei Colli per un confronto collegiale. Tra i luminari coinvolti ci sono Carlo Pace Napoleone (Ospedale Regina Margherita di Torino), Giuseppe Toscano (Azienda ospedaliera Università di Padova), Amedeo Terzi (Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo), Rachele Adorisio e Lorenzo Galletti (Ospedale Bambino Gesù di Roma) e Guido Oppido, che aveva eseguito il primo trapianto sul bambino e si era reso disponibile per l’intervento successivo.

La direzione strategica dell’ospedale ha informato il Centro Nazionale Trapianti e la famiglia, esprimendo vicinanza in questo momento drammatico. Prima dell’arrivo del team di esperti, gli ispettori del Ministero della Salute avevano acquisito tutti i documenti relativi al cuore danneggiato, mentre la Regione Campania sta conducendo accertamenti paralleli.

Il presidente della Regione, Roberto Fico, ha visitato il Monaldi nel pomeriggio per incontrare la madre del bambino, scusandosi a nome dell’istituzione e promettendo giustizia. “Ho attivato tutti i poteri di vigilanza e controllo della Regione – ha spiegato – e inviato la relazione di 290 pagine al ministro Schillaci. Prima viene il bambino e la famiglia, poi tutto il resto”.

Il piccolo resta attaccato alla respirazione extracorporea, quasi due mesi dopo l’inizio di questa drammatica vicenda. La madre, che ha sperato e pregato fino all’ultimo, si è ora rassegnata, accettando il verdetto dei luminari. Rimangono il dolore e un fiume di parole e polemiche che nulla possono davanti alla fragilità della vita.

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