Maltrattava la ex, ma sono serviti 10 anni per fermarlo

dirigente d'azienda ai domiciliari

A cura di Redazione
13 febbraio 2026 12:30
Maltrattava la ex, ma sono serviti 10 anni per fermarlo -
Condividi

Un quarantenne di Benevento, dirigente di una società, è stato posto agli arresti domiciliari con l’accusa di maltrattamenti aggravati nei confronti dell’ex compagna, una donna di 36 anni madre di una bambina. Il provvedimento tiene conto anche delle recenti modifiche normative introdotte con la legge sul femminicidio.

L’uomo è stato bloccato mercoledì sera dagli agenti della seconda sezione della Squadra Mobile della Questura di Benevento, specializzati nei reati da “codice rosso”. È stato intercettato mentre rientrava in auto presso la propria abitazione.

L’ordinanza del Gip

La misura cautelare è stata disposta dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Benevento, su richiesta della Procura della Repubblica. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore, sono partite circa un mese fa, dopo la denuncia presentata dalla donna negli uffici della Questura.

Attraverso gli accertamenti della Squadra Mobile, gli inquirenti hanno ricostruito una relazione segnata, secondo l’accusa, da anni di soprusi e vessazioni iniziati nel 2016 e proseguiti anche dopo la fine del rapporto sentimentale.

Le accuse: controllo, minacce e aggressioni

Secondo quanto emerso dalle indagini, l’indagato avrebbe sottoposto l’ex compagna a una condizione di vita definita penosa e insostenibile, limitandone la libertà di movimento ed esercitando un controllo costante su ogni aspetto della sua quotidianità.

La donna avrebbe subito umiliazioni, offese e aggressioni fisiche in un’escalation di violenza crescente. In almeno un episodio, l’uomo l’avrebbe colpita con pugni alla testa, costringendola a ricorrere alle cure del pronto soccorso. Parte delle condotte contestate si sarebbero verificate anche alla presenza della figlia minorenne, che avrebbe assistito alle aggressioni.

Secondo i magistrati, anche dopo la fine della relazione l’uomo avrebbe continuato con comportamenti ossessivi e persecutori, rivolgendole minacce ripetute sia di persona sia tramite telefono, estese anche alle persone che la frequentavano.

Sequestro del telefono e prossimi passi

Nel corso della notifica dell’ordinanza, la polizia ha sequestrato il telefono cellulare dell’indagato, come previsto dalla nuova normativa in materia di contrasto alla violenza di genere.

L’uomo è difeso dal proprio legale di fiducia, mentre la donna è assistita da un avvocato. Nei prossimi giorni è previsto l’interrogatorio di garanzia davanti al Gip.

Segui il Fatto Vesuviano