Estorsione da 5000 euro per il concerto di Gigi Finizio

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tra le presunte vittime delle richieste estorsive ci sarebbe stato anche l’entourage del cantante

A cura di Redazione
20 febbraio 2026 08:00
Estorsione da 5000 euro per il concerto di Gigi Finizio -
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Un presunto episodio di estorsione legato a un concerto di Gigi Finizio emerge dall’ordinanza che ha portato all’esecuzione di 14 misure cautelari nei confronti dei clan attivi nell’area nord di Napoli. A riportare la notizia è Fanpage. L’operazione, condotta dai carabinieri il 19 febbraio, riguarda esponenti dei gruppi Ranucci, Verde e Puca, operativi tra Sant'Antimo, Sant'Arpino, Casandrino e Grumo Nevano.

Estorsione per un concerto: cosa emerge dall’ordinanza

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, tra le presunte vittime delle richieste estorsive ci sarebbe stato anche l’entourage del cantante, in occasione di un’esibizione tenuta nella cittadina del Napoletano. L’artista risulta parte lesa nella vicenda.

Tra gli indagati figurano Antonio Picciulli, ritenuto referente del clan Verde, Domenico Ranucci, esponente dell’omonimo gruppo, e Antonio Sammarco, tutti destinatari di misura cautelare in carcere. In un’intercettazione del 21 aprile 2023, Ranucci e Picciulli avrebbero parlato con Antonio Arena – anch’egli raggiunto da misura – di una somma imposta per consentire lo svolgimento del concerto.

La richiesta di denaro e la presunta minaccia

Stando agli atti, sarebbe stato richiesto il pagamento di 5mila euro. In caso contrario, il concerto non avrebbe avuto luogo e, secondo quanto riferito nelle conversazioni intercettate, “per sentire la musica avrebbero dovuto mettere lo stereo”.

Gli investigatori ritengono che il riferimento sia all’evento effettivamente svolto a Sant’Antimo il 30 dicembre 2017. A fronte della richiesta iniziale, l’entourage avrebbe versato 3.500 euro.

Il timore della penale e la “cassa comune”

Dalle intercettazioni emergerebbe che il pagamento sarebbe stato effettuato anche per evitare conseguenze economiche maggiori. In caso di annullamento dell’evento, infatti, l’organizzazione avrebbe rischiato una penale di circa 30mila euro nei confronti del Comune.

Secondo l’ipotesi accusatoria, il denaro sarebbe poi confluito nel cosiddetto “cappello”, la cassa comune riconducibile ai clan Ranucci, Puca e Verde, attivi nell’area a nord di Napoli.

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