Don Patriciello: "Non basta una lettera per fermarmi", ma aumentano le misure di sicurezza
Il sacerdote dice di voler capire «solo la matrice» delle minacce
Saranno rafforzate le misure di sicurezza per don Maurizio Patriciello. La decisione è stata assunta nel corso di un tavolo tecnico delle forze dell’ordine riunito a Caivano, dopo la lettera di minacce recapitata al sacerdote, parroco del Parco Verde.
Don Patriciello è da tempo sotto scorta, ma ora la tutela sarà ulteriormente potenziata sia sul piano personale sia su quello territoriale.
«Lo Stato non arretra»
Al termine della messa celebrata nella chiesa del Parco Verde, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni, il prefetto di Napoli ha ribadito che «lo Stato non arretrerà». Un messaggio netto, pronunciato davanti a una comunità che negli anni ha visto il sacerdote in prima linea contro degrado e criminalità.
«Volevo buttarla nell’immondizia»
«Non riesco a capire cosa ci sia dietro questa lettera. Ma se dovesse bastare una missiva per fermarci… Dispiace però», ha dichiarato il parroco ai giornalisti.
Racconta di aver avuto, appena aperta la busta, un impulso immediato: «Il primo istinto è stato quello di buttarla nel cestino. Quando ho iniziato a leggere le parolacce e le offese ho pensato che l’unico posto dove potesse stare era nell’immondizia. Poi mi sono fermato, ritenendo che potesse essere importante per le forze dell’ordine».
La lettera, secondo il timbro postale, sarebbe partita da Padova.
Dubbi e inquietudine
Il sacerdote dice di voler capire «solo la matrice» delle minacce. «Non capirlo mi lascia un poco confuso», ha aggiunto, confessando di aver dormito «poco e male» la scorsa notte.
Nella lettera sarebbero stati citati anche un giornalista, che don Patriciello afferma di conoscere, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Le indagini sono in corso per accertare provenienza e responsabilità, mentre attorno al parroco si è stretta nuovamente la solidarietà delle istituzioni e della comunità locale.