Distrutta la madonnina che protegge i bambini
A denunciare l’accaduto è l’associazione culturale No Comment
Atto vandalico nel centro storico di Napoli. È stata distrutta la cappella della Madonna Palestinese, situata in vico Fico, nel cuore dei Decumani. L’edicola votiva, dedicata alla patrona simbolica di tutti i bambini vittime di guerre, è stata rimossa e la testa lignea della statua di Maria risulta deturpata.
A denunciare l’accaduto è l’associazione culturale No Comment, guidata da Antonio Alfano, che ha documentato i danni attraverso un dossier fotografico.
La denuncia: “Cappella distrutta, statuina in riparazione”
“Dal monitoraggio urbano del 13 febbraio 2026 – afferma Alfano a Fanpage.it – abbiamo registrato che è andata distrutta la cappellina della Madonna Palestinese in vico Trucco a Napoli. Era apparsa nel luglio del 2025 come messaggio solidale nei confronti di tutti i bambini vittime di guerre. La cappella è da rifare e la statuina, con lesioni alla testa, è attualmente in laboratorio”.
Secondo quanto riferito dall’associazione, l’edicola si trovava in vico Fico, uno dei vicoli dell’area dei Decumani. Fino a pochi giorni fa era presente un piccolo altare dedicato a Maria protettrice dei bambini vittime dei conflitti. Oggi, al suo posto, resta soltanto un muro spoglio.
Danni documentati dai residenti
I danni sarebbero stati documentati dagli stessi residenti della zona, che hanno scattato fotografie per testimoniare l’accaduto. L’associazione ha fatto sapere che la statuina è attualmente in fase di restauro e che l’altarino sarà ricollocato una volta completati gli interventi di riparazione.
La distruzione della cappella, secondo quanto appreso, risalirebbe alla scorsa settimana. “È stato un gesto molto cruento – conclude Alfano – difficilmente imputabile a ragazzini. Vigileremo sul restauro della cappellina”.
Monitoraggio civico contro il vandalismo
L’associazione No Comment è attiva nel monitoraggio civico delle strade di Napoli, con iniziative volte a contrastare gli atti di vandalizzazione e a tutelare il patrimonio culturale e la tradizione partenopea.