Case, auto, bitcon: il patto tra camorra e 'ndrangheta I NOMI DEGLI ARRESTATI
Le indagini sono partite da un movimento finanziario sospetto
Seguire il denaro per ricostruire traffici, complicità e investimenti. È il principio chiave delle indagini antimafia che ha consentito alle forze dell’ordine di smantellare una rete criminale attiva tra Italia ed Europa, collegata alla Camorra e alla 'Ndrangheta.
Al centro dell’inchiesta, un sistema strutturato per riciclare i proventi del traffico di cocaina attraverso immobili di lusso, veicoli di alta gamma e criptovalute.
Arresti e sequestri in quattro Paesi
Il 23 febbraio è scattata un’operazione coordinata tra Francia, Italia, Belgio e Svizzera. Le attività hanno portato ad arresti, perquisizioni e sequestri di beni per un valore complessivo superiore a 5 milioni di euro, tra immobili di pregio in Costa Azzurra, società, disponibilità finanziarie e auto di lusso.
Secondo gli inquirenti, la rete sarebbe collegata al clan Ascione-Papale di Ercolano, nel Napoletano, e alla ’ndrina Morabito di Africo, in provincia di Reggio Calabria.
Le persone arrestate
In manette sono finiti:
Francesco Favasuli, fermato a Cantù
Giuseppe Papale, arrestato a Maslianico, al confine con la Svizzera
Giacomo Sannino, bloccato a Portici
Mario Papale, arrestato a Mougins, in Francia
Tamara Martinovic, fermata anch’essa a Mougins
Zeljko Martinovic e Dorde Martinovic, arrestati a Cannes
Il sistema di riciclaggio: società fittizie e investimenti di lusso
Le indagini sono partite da un movimento finanziario sospetto. Da quella prima traccia, gli investigatori hanno ricostruito un meccanismo articolato di riciclaggio internazionale.
Il sistema si basava su:
società cartiere e prestanome
false fatturazioni
investimenti immobiliari in Francia e in altri Paesi europei
acquisto di auto di lusso
utilizzo di criptovalute per schermare i flussi di denaro
Secondo le stime investigative, l’organizzazione avrebbe riciclato milioni di euro provenienti dal traffico di cocaina.
Dalla cocaina sudamericana ai capitali reinvestiti in Europa
Lo stupefacente arrivava dal Sud America via mare. Una volta giunto nei porti europei, veniva trasportato su strada, anche con veicoli di lusso dotati di scompartimenti nascosti.
La rete poteva contare su:
ingenti disponibilità di contante
fondi movimentati in criptovalute
una struttura imprenditoriale diffusa tra Italia, Francia e Svizzera
Una svolta decisiva nelle indagini è arrivata alla fine del 2025, quando la dogana belga ha effettuato un importante sequestro di droga, successivamente collegato a un cittadino montenegrino ritenuto parte del circuito criminale.