Case, auto, bitcon: il patto tra camorra e 'ndrangheta I NOMI DEGLI ARRESTATI

Le indagini sono partite da un movimento finanziario sospetto

A cura di Redazione
27 febbraio 2026 07:00
Case, auto, bitcon: il patto tra camorra e 'ndrangheta I NOMI DEGLI ARRESTATI -
Condividi

Seguire il denaro per ricostruire traffici, complicità e investimenti. È il principio chiave delle indagini antimafia che ha consentito alle forze dell’ordine di smantellare una rete criminale attiva tra Italia ed Europa, collegata alla Camorra e alla 'Ndrangheta.

Al centro dell’inchiesta, un sistema strutturato per riciclare i proventi del traffico di cocaina attraverso immobili di lusso, veicoli di alta gamma e criptovalute.

Arresti e sequestri in quattro Paesi

Il 23 febbraio è scattata un’operazione coordinata tra Francia, Italia, Belgio e Svizzera. Le attività hanno portato ad arresti, perquisizioni e sequestri di beni per un valore complessivo superiore a 5 milioni di euro, tra immobili di pregio in Costa Azzurra, società, disponibilità finanziarie e auto di lusso.

Secondo gli inquirenti, la rete sarebbe collegata al clan Ascione-Papale di Ercolano, nel Napoletano, e alla ’ndrina Morabito di Africo, in provincia di Reggio Calabria.

Le persone arrestate

In manette sono finiti:

Francesco Favasuli, fermato a Cantù

Giuseppe Papale, arrestato a Maslianico, al confine con la Svizzera

Giacomo Sannino, bloccato a Portici

Mario Papale, arrestato a Mougins, in Francia

Tamara Martinovic, fermata anch’essa a Mougins

Zeljko Martinovic e Dorde Martinovic, arrestati a Cannes

Il sistema di riciclaggio: società fittizie e investimenti di lusso

Le indagini sono partite da un movimento finanziario sospetto. Da quella prima traccia, gli investigatori hanno ricostruito un meccanismo articolato di riciclaggio internazionale.

Il sistema si basava su:

società cartiere e prestanome

false fatturazioni

investimenti immobiliari in Francia e in altri Paesi europei

acquisto di auto di lusso

utilizzo di criptovalute per schermare i flussi di denaro

Secondo le stime investigative, l’organizzazione avrebbe riciclato milioni di euro provenienti dal traffico di cocaina.

Dalla cocaina sudamericana ai capitali reinvestiti in Europa

Lo stupefacente arrivava dal Sud America via mare. Una volta giunto nei porti europei, veniva trasportato su strada, anche con veicoli di lusso dotati di scompartimenti nascosti.

La rete poteva contare su:

ingenti disponibilità di contante

fondi movimentati in criptovalute

una struttura imprenditoriale diffusa tra Italia, Francia e Svizzera

Una svolta decisiva nelle indagini è arrivata alla fine del 2025, quando la dogana belga ha effettuato un importante sequestro di droga, successivamente collegato a un cittadino montenegrino ritenuto parte del circuito criminale.

Segui il Fatto Vesuviano