Assegno d'Inclusione, l'importo è dimezzato

novità e impatti in Campania

A cura di Redazione
07 febbraio 2026 17:00
Assegno d'Inclusione, l'importo è dimezzato -
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La riforma dell’Assegno di Inclusione (Adi) prevista dalla Legge di Bilancio 2026 introduce cambiamenti significativi per i beneficiari a Napoli e in tutta la Campania, regione storicamente con il maggior numero di nuclei familiari sostenuti da misure di contrasto alla povertà. Il provvedimento elimina alcuni ostacoli burocratici che avevano creato difficoltà nel 2025 e introduce una clausola di salvaguardia per le casse dello Stato, che comporta una temporanea riduzione del sussidio durante il passaggio burocratico tra i cicli di erogazione.

Il cambiamento più rilevante riguarda il superamento dei limiti temporali: il tetto massimo al numero di rinnovi viene cancellato, permettendo alle famiglie di continuare a ricevere il sostegno economico finché permangono i requisiti di reddito e i carichi familiari previsti. Inoltre, viene eliminato il “mese di stop” obbligatorio tra la scadenza dei primi diciotto mesi e la richiesta di rinnovo, garantendo così continuità nell’erogazione del sussidio già dal mese successivo alla domanda.

Tuttavia, la semplificazione burocratica comporta una stretta economica: nel primo mese successivo al rinnovo, l’importo dell’assegno sarà dimezzato. Per una famiglia tipo di Napoli, composta da due adulti e due figli minori, questo significa una riduzione di circa 500 euro, passando da circa mille a 500 euro. Anche per i single senza reddito, il taglio sarà significativo, pari a circa 250 euro sulla prima mensilità del nuovo ciclo.

Le istituzioni locali, i sindacati e i patronati monitorano con attenzione l’impatto sociale di questa misura, consapevoli che anche un ridimensionamento temporaneo del sussidio può destabilizzare bilanci già fragili. In particolare, in aree ad alta pressione abitativa come il centro storico di Napoli e le periferie dell’hinterland, il dimezzamento temporaneo dell’Adi potrebbe rendere difficoltoso il pagamento di affitti e utenze domestiche.

La sfida per il sistema di welfare regionale sarà quella di accompagnare i cittadini in questa transizione, bilanciando la maggiore stabilità garantita dal rinnovo illimitato con il sacrificio economico immediato imposto dalle nuove regole nazionali.

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