Su TikTok la nuova frontiera del "pezzotto" per partite e serie gratis
La pirateria è passata sui social
I decoder illegali stanno diventando sempre più rari. Strumenti ingombranti, poco affidabili e soprattutto rischiosi, perché facilmente sequestrabili in caso di controlli. Al loro posto si è affermata una nuova modalità di pirateria televisiva, più discreta e apparentemente semplice: i codici di accesso, distribuiti online attraverso i social network, in particolare TikTok, dietro pagamento tramite carte prepagate.
È questa la nuova frontiera della cosiddetta “pezzotto tv”, il sistema illegale che consente di accedere a contenuti protetti da copyright – calcio, tennis, cinema, serie tv e musica – a costi irrisori rispetto agli abbonamenti ufficiali. Un fenomeno diffuso su scala nazionale, ma con una forte incidenza anche a livello locale, soprattutto in Campania.
Sport e serie tv a pochi euro: il cuore del mercato illegale
Le offerte illegali promettono eventi sportivi in diretta a pochi euro al mese, con particolare attenzione alle partite del Napoli, oggi tra i contenuti più richiesti. Accanto al calcio, trovano spazio anche il tennis, le serie tv di ultima generazione e cataloghi musicali accessibili in qualsiasi momento.
Un “affare” solo apparente, perché dietro questi sistemi si muove un mercato clandestino strutturato, ora finito nel mirino della magistratura e delle forze dell’ordine.
Inchieste e multe: la svolta repressiva
Il contrasto alla pezzotto tv è entrato in una nuova fase. Non solo indagini sugli organizzatori del traffico, ma anche sanzioni dirette agli utenti finali che hanno usufruito dei servizi illegali negli ultimi anni.
A fare da spartiacque è l’inchiesta avviata nel 2024 dalla Procura di Napoli, coordinata dal pm Silvio Pavia e dal procuratore aggiunto Alessandro Milita, sulla base delle indagini della Guardia di Finanza. Il procedimento ha portato a tre imputati e a una condanna in primo grado particolarmente pesante: 4 anni e 4 mesi per il presunto organizzatore Christian Fidato. Gli altri due soggetti coinvolti hanno seguito percorsi giudiziari differenti, tra appello e patteggiamento.
Migliaia di utenti identificati
Ma l’aspetto più rilevante riguarda gli utenti. Al termine delle indagini del Nucleo speciale beni e servizi, reparto specializzato nel contrasto ai reati informatici, migliaia di utilizzatori dei sistemi illegali sono stati identificati. Per loro sono in arrivo multe e notifiche, che rappresentano un cambio di passo nella strategia repressiva.
Su questo fronte è previsto un vertice in Procura a Napoli, con l’ufficio guidato dal procuratore Nicola Gratteri, particolarmente attento ai reati legati alla frontiera digitale. L’incontro servirà a definire l’entità delle sanzioni e a fare il punto sulle nuove indagini.
Come funziona oggi la “pezzotto tv”
Il sistema più recente non passa più da apparati fisici, ma da server esteri, spesso collocati in Paesi che non collaborano facilmente con le rogatorie internazionali, come alcune nazioni dell’Est Europa o dell’Asia. Qui vengono ospitate le piattaforme che ritrasmettono illegalmente segnali acquisiti inizialmente in modo legale tramite abbonamenti ufficiali.
Il segnale viene poi duplicato e redistribuito agli utenti finali, che pagano cifre molto inferiori rispetto ai canoni regolari. Il contatto avviene sempre più spesso tramite canali social, dove vengono forniti link e codici di accesso solo dopo il pagamento.
Social network e passaparola digitale
Se in passato il passaparola avveniva nei bar o nelle ricevitorie, oggi il mercato si è spostato quasi interamente online. TikTok si è trasformato in uno degli strumenti principali per intercettare nuovi clienti, grazie alla facilità di diffusione e alla rapidità con cui i contenuti possono sparire e riapparire sotto nuove identità.