Prof sbatte 14enne al muro: "Ti uccido"

I fatti si sarebbero verificati pochi giorni fa durante l’attività didattica

A cura di Redazione
29 gennaio 2026 09:00
Prof sbatte 14enne al muro: "Ti uccido"  -
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Un presunto episodio di violenza avvenuto all’interno di una scuola media della provincia di Brindisi è ora al centro di un’indagine giudiziaria. I genitori di uno studente di 14 anni hanno presentato una denuncia querela nei confronti di un insegnante, accusato di aver aggredito verbalmente e fisicamente il ragazzo durante l’orario scolastico.

Secondo quanto riferito nella denuncia, il docente avrebbe spinto l’adolescente contro un muro, afferrandolo per il maglione e pronunciando frasi minacciose come “Io ti uccido”, urlate più volte davanti alla classe.

La denuncia dei genitori e le accuse ipotizzate

Padre e madre del minore, assistiti dall’avvocato Antonello Anglani, hanno formalizzato la denuncia presso le autorità competenti. Nell’esposto vengono ipotizzati i reati di minaccia, violenza privata e abuso dei mezzi di correzione e disciplina. Si tratta, al momento, di accuse che dovranno essere verificate e valutate dagli inquirenti nel corso delle indagini.

I fatti, stando a quanto riportato, si sarebbero verificati pochi giorni fa durante l’attività didattica. Tornato a casa, il 14enne avrebbe raccontato l’accaduto ai genitori, che hanno deciso di rivolgersi a un legale per tutelarlo.

Il racconto dello studente e le testimonianze

Secondo la ricostruzione fornita dal ragazzo, l’insegnante lo avrebbe inizialmente rimproverato, per poi afferrarlo con forza e sbatterlo contro il muro, accompagnando il gesto con minacce verbali. Nella denuncia si fa riferimento anche al fatto che alcuni compagni di classe avrebbero confermato l’episodio.

Dell’accaduto sarebbe stato informato anche il dirigente scolastico, che avrebbe manifestato la disponibilità ad avviare un’indagine interna per chiarire i fatti e accertare eventuali responsabilità disciplinari.

Le conseguenze sul minore

Il giorno successivo all’episodio, il ragazzo non si sarebbe recato a scuola. Secondo quanto riferito dai genitori, l’accaduto avrebbe provocato nel minore uno stato di forte inquietudine, con il timore di possibili ripercussioni sul suo equilibrio psicologico.

Proprio per questo la famiglia ha deciso di procedere con la denuncia, dichiarando di voler ottenere chiarezza e giustizia, e non un risarcimento economico fine a se stesso. I genitori hanno infatti annunciato che, qualora il procedimento dovesse concludersi con un risarcimento in sede penale o civile, l’eventuale somma sarà devoluta a una Onlus impegnata nel sostegno a ragazzi e studenti orfani.

L’inchiesta nelle fasi iniziali

La Procura di Brindisi è stata informata dei fatti e l’inchiesta si trova nelle sue fasi preliminari. Al momento non risultano provvedimenti adottati nei confronti del docente. Non è escluso che l’insegnante possa essere ascoltato dagli inquirenti, anche come persona informata sui fatti, per fornire la propria versione e indicare eventuali elementi a sua difesa.

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