Poliziotti usavano la Legge 104 per andarsene in vacanza in Spagna

Agente sospeso per sei mesi, altri due indagati

A cura di Redazione
03 gennaio 2026 14:30
Poliziotti usavano la Legge 104 per andarsene in vacanza in Spagna  -
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Un poliziotto in servizio presso la Questura di Barletta Andria Trani (Bat) è stato colpito da un’ordinanza cautelare di interdizione dal servizio per sei mesi, emessa dal Tribunale di Trani, con le accuse di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico.

Per gli stessi reati risultano indagati a piede libero altri due agenti, nell’ambito di un’indagine condotta dalla Squadra mobile e coordinata dalla Procura di Trani.

L’indagine: permessi per assistenza usati per fini personali

L’inchiesta ha preso avvio da una segnalazione dell’ufficio sanitario provinciale della Questura, relativa a un presunto uso anomalo delle assenze dal servizio per malattia e assistenza a familiari disabili.

Attraverso pedinamenti, sistemi di videosorveglianza, tracciamenti satellitari e analisi delle celle telefoniche, gli investigatori hanno accertato che i tre poliziotti avrebbero utilizzato in modo illegittimo i benefici previsti dalla Legge 104 e dall’articolo 42 del decreto legislativo 151/2001, formalmente richiesti per assistere familiari con disabilità.

Secondo quanto riferito dalla Questura Bat, i permessi sarebbero stati invece impiegati per attività personali, tra cui commissioni private, spese quotidiane e viaggi.

Mancanza del requisito della coabitazione

A due dei tre indagati è stata inoltre contestata l’assenza dei requisiti di legge per l’accesso ai permessi di congedo straordinario. In particolare, gli accertamenti avrebbero dimostrato che gli agenti non convivevano stabilmente con i familiari assistiti, contrariamente a quanto dichiarato.

“La mancanza del requisito della coabitazione – spiega la Questura – fa venir meno una delle condizioni essenziali previste dalla normativa”.

50 giornate di assenza e una truffa da oltre 5.000 euro

Le indagini, durate quattro mesi (da giugno a settembre 2024), hanno documentato 50 giornate complessive di assenze ritenute illegittime, con un danno economico stimato in circa 5.300 euro per l’amministrazione pubblica.

Nel dettaglio:

uno degli indagati, un ispettore 60enne oggi in pensione, avrebbe usufruito di 28 giorni di permesso, sette dei quali trascorsi in vacanza a Barcellona con la famiglia;

a un altro agente sono contestate 6 giornate di assenza indebita;

alla assistente capo 58enne vengono attribuite 16 giornate di permessi retribuiti illegittimi.

Decisione del gip: interdizione solo per un indagato

Dopo gli interrogatori preventivi, il Tribunale di Trani ha parzialmente accolto la richiesta della Procura, disponendo l’interdizione dal servizio per sei mesi nei confronti di uno dei tre indagati.

Per gli altri due, la gip Marina Chiddo non ha ravvisato le esigenze cautelari:

l’ispettore è andato in pensione nel novembre scorso;

l’assistente capo è in aspettativa per malattia da oltre un anno ed è prossima al pensionamento.

Per tutti e tre, la Procura aveva inizialmente richiesto la misura degli arresti domiciliari.

L’inchiesta resta aperta

Le indagini hanno documentato che, nelle giornate di permesso retribuito, nessuno dei tre avrebbe prestato l’assistenza dichiarata agli anziani genitori, elemento centrale dell’accusa.

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