Paga la multa ma per pochi spiccioli deve sborsare altri 312 euro
La differenza era di appena 50 centesimi
Paga una multa stradale di poco più di 115 euro, ma per una differenza di 50 centesimi si ritrova, due anni dopo, una ingiunzione di pagamento da 312,55 euro. È la vicenda capitata a un cittadino napoletano, finito nel meccanismo della riscossione comunale gestita da Napoli Obiettivo Valore, la società incaricata dal Comune di Napoli.
Un caso che appare paradossale ma che, come sottolineano le associazioni dei consumatori, è perfettamente reale. «È una situazione emblematica – commenta Marco Gaudini, componente della Presidenza nazionale di Assorimborsi, a cui l’automobilista si è rivolto –: la legittimità formale dell’azione non può trasformarsi in pratiche sproporzionate e vessatorie nei confronti di chi ha dimostrato di voler pagare».
La multa del 2023 e l’errore da 50 centesimi
La storia inizia nel gennaio 2023. All’automobilista viene notificata una sanzione da 165 euro, riducibile del 30% se pagata entro cinque giorni. L’importo scende così a 115,50 euro.
Il cittadino effettua il bonifico nei tempi previsti, ma per una svista materiale versa 115 euro tondi, omettendo 50 centesimi. Un errore minimo che, in quel momento, sembra irrilevante.
Dopo due anni l’ingiunzione di pagamento
Il tempo passa senza ulteriori comunicazioni. Poi, nel maggio 2025, arriva la sorpresa: una ingiunzione di pagamento su carta intestata di Napoli Obiettivo Valore srl, la società di riscossione del Comune di Napoli, operativa dal 2023 dopo il subentro all’ex Agenzia delle Entrate Riscossione ed Equitalia.
L’importo richiesto è di 312,55 euro, così suddivisi:
215 euro di debito;
86 euro di maggiorazioni;
11,55 euro di spese di notifica.
Il tutto con l’avvertimento che, in caso di mancato pagamento entro 60 giorni, si procederà alla riscossione coattiva.
Il ricorso in autotutela e il silenzio della società
Convinto di aver già pagato la multa, l’automobilista recupera la ricevuta del bonifico e la invia tramite pec alla società di riscossione, presentando un ricorso in autotutela. Nella richiesta evidenzia che il mancato versamento dei 50 centesimi è dovuto esclusivamente a un errore materiale e chiede l’annullamento dell’ingiunzione.
Nei mesi successivi, però, non riceve alcuna risposta. Anche un ulteriore sollecito, inviato a luglio, rimane senza esito.
Gennaio 2026: ricorso respinto
La risposta arriva solo nel gennaio 2026, ed è negativa. Napoli Obiettivo Valore rigetta il ricorso in autotutela, sostenendo che:
«Il pagamento del verbale effettuato in misura ridotta per un importo insufficiente, anche per cifre esigue, non può essere considerato estintivo della pretesa creditoria dell’Ente».
La società richiama diverse norme del Codice della Strada e precisa che l’istanza in autotutela non sospende i termini per il ricorso ordinario. Un dettaglio che pesa ulteriormente sulla posizione dell’automobilista, che nel frattempo non aveva presentato ricorso al giudice, confidando nell’accoglimento della richiesta amministrativa.
Da 50 centesimi a oltre 300 euro
L’epilogo è amaro: per una differenza di 0,50 euro, la sanzione iniziale si è trasformata in un debito da 312,55 euro. Una vicenda che solleva interrogativi sull’equilibrio tra rigore normativo e proporzionalità delle sanzioni, soprattutto nei confronti di cittadini che hanno dimostrato la volontà di adempiere ai propri obblighi.