Maxi-sequestro al figlio dell'imprenditore ucciso in un agguato
Confisca da 13 milioni di euro
Nuovo colpo giudiziario per Giovanni Citarella, imprenditore figlio di Gennaro Citarella, ucciso negli anni ’90 in un agguato di camorra. I finanzieri del Comando provinciale di Salerno stanno eseguendo un decreto di confisca emesso dal Tribunale di Salerno su proposta della DDA, che riguarda partecipazioni societarie e complessi aziendali per un valore stimato di circa 13 milioni di euro.
Il provvedimento segue un’analoga misura del ottobre 2021, con cui erano stati sequestrati beni e aziende, tra cui la “Infrastrutture Stradali Scpa”, del valore stimato di 7 milioni di euro, poi confiscati definitivamente il 3 ottobre 2024 dalla Cassazione.
Le accuse a Citarella
Secondo le indagini, Giovanni Citarella si sarebbe reso responsabile di:
Intestazione fittizia di beni
Turbata libertà degli incanti
Corruzione
Plurimi illeciti fiscali
Concorso in un tentato omicidio di stampo camorristico, condanna confermata in via definitiva
Le indagini hanno anche evidenziato una sproporzione tra i beni a lui riconducibili (direttamente o tramite prestanome) e i redditi dichiarati nel periodo 1997-2012.
Le società coinvolte
Grazie agli approfondimenti del GICO delle Fiamme Gialle di Salerno, la confisca ha interessato anche:
Cieffe Lavori Srl
Cieffe Costruzioni Srl
Le due aziende, operanti a livello nazionale nel settore delle infrastrutture stradali, hanno realizzato tra il 2021 e il 2024 appalti per oltre 450 milioni di euro in Sardegna, Toscana, Lazio e Campania.
Attualmente gestite da amministratori nominati dal Tribunale, le società stanno rispettando gli impegni contrattuali, salvaguardando i posti di lavoro. Al completamento dei lavori potranno incassare oltre 73 milioni di euro.