Lettera dal carcere letta durante la festa in piazza

Invitato il cantante presente a leggere pubblicamente

A cura di Redazione
07 gennaio 2026 18:30
Lettera dal carcere letta durante la festa in piazza -
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Durante la festa dell’“Alzata dello Striscione” del Comitato Giglio del Popolo, svoltasi a Crispano il 7 dicembre 2025, si sarebbe verificato un episodio di estrema gravità, al centro di segnalazioni giunte al deputato di Alleanza Verdi-Sinistra, Francesco Emilio Borrelli.

Secondo quanto denunciato, il capo paranza dei cosiddetti “Giovani di Crispano”, Gennaro Capasso, avrebbe invitato il cantante presente a leggere pubblicamente una lettera proveniente dal carcere e firmata da Corrado Polizzi, indicato dagli inquirenti come luogotenente del clan Pezzella e arrestato nel febbraio 2025. La lettura della missiva sarebbe avvenuta davanti a un pubblico composto in larga parte da giovanissimi.

Polizzi e il clan Pezzella

Polizzi è ritenuto dagli inquirenti una figura di vertice del clan Pezzella, attivo tra Frattamaggiore, Frattaminore e Crispano, alleato con altri gruppi camorristici. È coinvolto in estorsioni, traffico di stupefacenti, gestione delle piazze di spaccio e nell’uso sistematico delle armi. La scena della lettura della lettera è stata immortalata in un video diffuso su TikTok, mentre altri filmati – attualmente al vaglio delle autorità – mostrerebbero Capasso mentre invia due giovani in moto, armati, durante i botti di Capodanno, richiamando modalità di intimidazione criminale.

L’allarme di Borrelli

Il deputato Borrelli ha commentato:

«Le feste popolari e religiose non possono diventare palcoscenici per messaggi camorristici, né strumenti di legittimazione sociale dei clan. La camorra utilizza questi eventi per insinuarsi nelle comunità, manipolare il consenso e formare le giovani menti alla cultura della violenza e del dominio criminale. È una strategia antica e pericolosa, che trasforma la devozione in copertura e la tradizione in propaganda».

Borrelli ha chiesto accertamenti rapidi sulle segnalazioni e la verifica dei contenuti diffusi durante l’evento, sottolineando che tradizioni e manifestazioni popolari non possono essere ostaggio della criminalità organizzata e che i giovani non devono essere educati al culto dei boss.

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