L'addio della Campania a Monsignor Nogaro

La scomparsa di Nogaro segna la fine di una stagione importante della Chiesa campana

A cura di Redazione
06 gennaio 2026 19:30
L'addio della Campania a Monsignor Nogaro -
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Si è spento nel pomeriggio di oggi, all’età di 92 anni, monsignor Raffaele Nogaro, vescovo emerito di Caserta dal 2009. A darne notizia è stato il vescovo di Caserta, Pietro Lagnese, con un messaggio affidato ai social:

“Con profondo dolore vi annuncio che qualche istante fa ha concluso la sua giornata terrena monsignor Raffaele Nogaro. Affidiamo padre Nogaro alla misericordia di Dio e ringraziamo il Signore per averlo donato a tutti noi”.

La scomparsa di Nogaro segna la fine di una stagione importante della Chiesa campana e italiana, profondamente segnata dal suo impegno pastorale, civile e profetico.

Una vita spesa accanto agli ultimi

Considerato da molti una figura esemplare della Chiesa contemporanea, Raffaele Nogaro è stato un vescovo vicino agli ultimi, animato da una fede concreta e da una lettura radicale del Vangelo. Nato a Gradisca, in provincia di Udine, il 31 dicembre 1933, aveva emesso i voti nel 1958 nella cattedrale di Udine.

La sua testimonianza si è sempre distinta per coerenza, libertà di pensiero e coraggio, qualità che lo hanno reso una voce scomoda ma profondamente rispettata, dentro e fuori le istituzioni ecclesiastiche.

Vescovo di Sessa Aurunca e Caserta

Il 25 ottobre 1982 papa Giovanni Paolo II lo nominò vescovo di Sessa Aurunca. Successivamente, il 20 ottobre 1990, divenne vescovo di Caserta, incarico che ha ricoperto fino al raggiungimento dei limiti di età.

In entrambe le diocesi Nogaro si è distinto per una ferma opposizione alla criminalità organizzata, denunciando apertamente la camorra, le collusioni politiche e ogni forma di sopruso e sopraffazione. La sua azione pastorale ha spesso superato i confini della Chiesa, incidendo profondamente nel tessuto sociale del territorio.

Voce contro la tratta e difensore dei diritti umani

Monsignor Nogaro è stato anche una voce autorevole contro la tratta degli esseri umani, in particolare in difesa delle donne immigrate vittime di sfruttamento. Non ha mai esitato a esprimere critiche anche verso le gerarchie ecclesiastiche, mantenendo sempre un atteggiamento libero e indipendente.

Teologo e autore di numerosi testi, amico del filosofo Massimo Cacciari, è stato un intellettuale raffinato e discreto, capace di coniugare profondità spirituale e impegno civile.

Il legame con Casa Rut e le suore Orsoline

Indissolubile il suo legame con Casa Rut, realtà nata insieme alle suore Orsoline, divenuta rifugio e speranza per centinaia di giovani donne sottratte alla schiavitù. Per loro Nogaro è stato guida, sostegno e punto di riferimento morale.

Amato per la sua umanità semplice, era noto anche per piccoli gesti quotidiani: caramelle sempre in tasca, donate a chiunque lo incontrasse, segno di una paternità vissuta senza formalismi.

Un’eredità morale che resta

Con la morte di Raffaele Nogaro, la Chiesa perde un pastore coraggioso e autentico, capace di vivere il Vangelo senza compromessi. La sua eredità resta viva nelle persone, nelle comunità e nelle opere che ha sostenuto, soprattutto tra coloro che non avevano voce.

Caserta, la Campania e il Paese intero salutano oggi un uomo che ha saputo essere vescovo, profeta e servitore degli ultimi.

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