Furti seriali al cimitero, preso il ladro e recuperata la refurtiva

Gli oggetti sottratti sarebbero prevalentemente elementi ornamentali

A cura di Redazione
16 gennaio 2026 11:00
Furti seriali al cimitero, preso il ladro e recuperata la refurtiva -
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Avrebbe compiuto numerosi furti all’interno del cimitero comunale di Capaccio Paestum, sottraendo oggetti ornamentali dalle cappelle funerarie e provocando anche atti di danneggiamento. Con queste accuse, i carabinieri della stazione di Capaccio Paestum hanno eseguito un’ordinanza di arresti domiciliari nei confronti di Antonio Simonetti, su disposizione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Salerno, su richiesta della Procura della Repubblica.

All’indagato vengono contestati, a vario titolo, i reati di vilipendio di tombe, furto aggravato e danneggiamento.

I furti tra ottobre e novembre 2025

Secondo la ricostruzione accusatoria, ritenuta allo stato sufficientemente fondata dal Gip, l’uomo avrebbe agito in più occasioni all’interno del cimitero comunale, tra ottobre e novembre 2025, prendendo di mira diverse cappelle funerarie.

Gli oggetti sottratti sarebbero prevalentemente elementi ornamentali, causando non solo un danno economico, ma anche un profondo offesa al sentimento religioso e al rispetto dei defunti, aspetto che ha contribuito ad aggravare il quadro accusatorio.

Le indagini dei carabinieri

Le indagini sono state condotte dai militari dell’Arma di Capaccio Paestum, con il supporto dei colleghi della stazione di Perdifumo. L’attività investigativa avrebbe consentito di ricostruire la sequenza dei singoli episodi e di individuare il presunto responsabile, portando all’adozione della misura cautelare personale.

Gli elementi raccolti hanno convinto l’autorità giudiziaria della necessità di limitare la libertà dell’indagato, disponendo gli arresti domiciliari.

Procedimento in corso e presunzione di innocenza

Il provvedimento cautelare è impugnabile e le accuse saranno ora sottoposte al vaglio del giudice nelle fasi successive del procedimento. Come previsto dall’ordinamento, l’indagato è da considerarsi presunto innocente fino a sentenza definitiva.

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