Famiglie, contributo da 400 euro al mese

Il provvedimento rappresenta il primo tentativo strutturato di regolamentare una realtà che coinvolge milioni di persone

A cura di Redazione
13 gennaio 2026 07:00
Famiglie, contributo da 400 euro al mese -
Condividi

La figura del caregiver familiare, ovvero chi assiste in modo continuativo un parente non autosufficiente, si avvia finalmente a un riconoscimento organico nell’ordinamento italiano. Il Consiglio dei ministri esamina oggi, 12 gennaio, un disegno di legge che introduce contributi economici, diritti e tutele differenziate, pur con requisiti stringenti e limiti precisi.

Il provvedimento rappresenta il primo tentativo strutturato di regolamentare una realtà che coinvolge milioni di persone, spesso invisibili dal punto di vista normativo e previdenziale.

Il cuore del ddl: il “convivente prevalente”

Il disegno di legge ruota attorno alla figura del “convivente prevalente”, cioè il familiare che garantisce il maggior carico assistenziale alla persona in condizione di bisogno. In base al numero di ore settimanali dedicate alla cura, il testo prevede diversi livelli di riconoscimento e di tutele.

L’obiettivo è distinguere le situazioni di assistenza occasionale da quelle continuative e ad alta intensità, introducendo un sistema graduato di diritti.

Le tipologie di caregiver riconosciute

Il ddl individua quattro categorie principali:

caregiver conviventi con un carico assistenziale pari o superiore a 91 ore settimanali;

caregiver conviventi che prestano assistenza tra le 30 e le 90 ore settimanali;

caregiver conviventi con un impegno tra le 10 e le 29 ore settimanali;

caregiver non conviventi, purché svolgano almeno 30 ore settimanali di assistenza.

Solo alcune di queste categorie avranno accesso alla tutela economica diretta.

Contributo fino a 400 euro al mese: a chi spetta

Il sostegno economico è riservato esclusivamente ai caregiver conviventi che garantiscono almeno 91 ore settimanali di assistenza. Per accedere al beneficio sarà necessario rispettare due requisiti stringenti:

reddito personale annuo non superiore a 3.000 euro;

Isee del nucleo familiare non oltre i 15.000 euro.

In presenza di queste condizioni, il caregiver potrà ricevere un contributo esentasse fino a 400 euro mensili, erogato con cadenza trimestrale o semestrale.

Importo variabile e compatibilità con le misure regionali

L’importo effettivo del contributo non sarà uguale per tutti. Dipenderà dal numero complessivo delle domande presentate e dovrà essere compatibile con eventuali misure di sostegno già previste a livello regionale. La platea definitiva dei beneficiari verrà definita solo dopo l’attivazione del sistema di registrazione.

Iscrizione obbligatoria sul portale INPS

Per ottenere il riconoscimento ufficiale, i caregiver dovranno registrarsi sul sito dell’INPS. La procedura sarà attiva a partire da settembre 2026, una volta completata la piattaforma informatica dedicata.

Tutele sul lavoro e riconoscimento delle competenze

Oltre al contributo economico, il ddl introduce una serie di tutele differenziate in base al monte ore di assistenza. Tra le principali:

accesso al congedo parentale, se la persona assistita è minorenne;

possibilità di usufruire di ferie e permessi solidali;

supporto psicologico;

flessibilità dell’orario di lavoro e maggiore accesso allo smart working;

riconoscimento delle competenze maturate nell’attività di cura, spendibili anche in ambito socio-sanitario.

Misure dedicate a giovani caregiver e studenti

Il testo prevede interventi specifici per i caregiver più giovani. Sarà possibile rendere compatibile l’attività di cura con il servizio civile, mentre gli studenti potranno ottenere l’esonero dalle tasse universitarie o il riconoscimento dell’esperienza di assistenza come credito formativo nei percorsi di alternanza scuola-lavoro.

Risorse stanziate e Fondo dedicato

Nell’ultima Legge di Bilancio il governo ha stanziato complessivamente 257 milioni di euro per il sostegno ai caregiver familiari. Per il solo 2026 sono previsti 1,15 milioni di euro, destinati alla creazione della piattaforma INPS necessaria per l’erogazione dei contributi a partire dall’anno successivo.

Le risorse confluiranno in un Fondo specifico dedicato al riconoscimento del valore sociale ed economico dell’attività di cura non professionale.

Tra soddisfazione e critiche

La ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, ha definito il ddl un passo storico dopo oltre dieci anni di tentativi legislativi falliti. Tuttavia, non mancano le critiche. I requisiti economici molto restrittivi rischiano di limitare l’accesso al contributo a circa 50.000 persone, a fronte di una platea stimata tra i 7 e gli 8 milioni di caregiver in Italia.

Un provvedimento atteso da anni che segna un cambiamento importante, ma che potrebbe lasciare ancora scoperta una parte significativa di chi ogni giorno si prende cura dei familiari più fragili.

Segui il Fatto Vesuviano