Donna muore al pronto soccorso, nessuno avvisa i parenti
I familiari ignari dell’accaduto si sono recati in ospedale per avere notizie
Muore al pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera Moscati di Avellino, ma i familiari vengono avvisati solo molte ore dopo. È quanto accaduto a una donna di 84 anni, residente a Montemarano, piccolo comune della provincia irpina, deceduta alle prime luci dell’alba per gravi complicanze cardiologiche. La notizia del decesso, però, è arrivata ai parenti soltanto nel pomeriggio, durante l’orario di visita, a quasi dodici ore di distanza.
Secondo quanto ricostruito, la donna è spirata intorno alle 5 del mattino di domenica su un letto del pronto soccorso. I familiari, ignari dell’accaduto, si sono recati in ospedale alle 16 per avere notizie sulle sue condizioni di salute. A quel punto hanno appreso, dal medico di turno che non era stato informato dell’evento, che l’anziana era già stata trasferita in obitorio.
Il ricovero e la ricostruzione dei fatti
La paziente era stata trasportata in ambulanza venerdì 9 gennaio da una Residenza sanitaria assistita, dove era ospite, a causa di una patologia cardiologica complessa. Dopo il decesso, però, si è verificata una grave falla nella comunicazione interna che ha impedito l’immediato avviso ai familiari.
A fare chiarezza sull’episodio è stato il primario del reparto di Emergenza, Antonino Maffei, che ha successivamente informato il direttore generale dell’ospedale, Germano Perito. Il medico ha ammesso l’errore e ha espresso personalmente le proprie scuse al figlio dell’anziana, parlando di un «difetto di comunicazione di cui l’Azienda si assume la responsabilità».
Secondo quanto spiegato, il pronto soccorso avrebbe tentato di contattare telefonicamente la Rsa di provenienza della donna, senza successo, invece di avvisare direttamente i familiari. La situazione di forte pressione nel reparto, con la presenza contemporanea di 21 pazienti in codice rosso, avrebbe contribuito alla grave omissione.
La reazione della direzione sanitaria
Il direttore generale Germano Perito ha definito l’accaduto «un fatto grave sul piano umano» e ha annunciato l’immediata apertura di un audit interno per verificare il rispetto delle procedure e accertare eventuali responsabilità. «Si è trattato di un errore di comunicazione interna che, a cascata, ha determinato anche la mancata e tempestiva informazione ai familiari», ha dichiarato.
Resta inoltre da chiarire perché la direzione strategica sia stata informata solo nel pomeriggio del giorno successivo, nonostante il decesso risalisse alla mattina di domenica. «Nulla può giustificare, dal punto di vista umano, quanto accaduto», ha aggiunto Perito, esprimendo a nome dell’Azienda il proprio rammarico e le scuse ufficiali ai familiari.
Pronto soccorso al collasso: un’emergenza strutturale
L’episodio riporta al centro dell’attenzione la cronica situazione di sovraffollamento del pronto soccorso del Moscati di Avellino. Una condizione che, come riferito dallo stesso primario, vede quotidianamente medici e infermieri assistere in media circa sessanta pazienti, spesso in un contesto di emergenza estrema.
Già nei giorni precedenti, i dirigenti medici del reparto avevano segnalato alla direzione generale e ai Centri operativi del 118 campani la «completa saturazione della capacità di accoglienza» della struttura, chiedendo di dirottare i pazienti provenienti da altre Asl verso ospedali alternativi.