Comitato per la Sicurezza, sette zone rosse nei Paesi Vesuviani

Più forze dell'ordine, ecco dove

A cura di Redazione
15 gennaio 2026 20:30
Comitato per la Sicurezza, sette zone rosse nei Paesi Vesuviani -
Condividi

Si è svolta questa mattina, nel Palazzo Mediceo di Ottaviano, una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduta dal prefetto di Napoli, Michele di Bari. Al tavolo hanno preso parte i sindaci e i commissari straordinari dei Comuni dell’area vesuviana, insieme ai vertici provinciali delle forze dell’ordine, in un confronto dedicato all’analisi della situazione della sicurezza sul territorio.

All’incontro hanno partecipato i rappresentanti delle amministrazioni di Ottaviano, Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Cercola, Ercolano, Massa di Somma, Pollena Trocchia, Pompei, Poggiomarino, Portici, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre Annunziata, Trecase e Torre del Greco. Presenti anche il questore di Napoli Maurizio Agricola, il comandante provinciale dei carabinieri Biagio Storniolo, il comandante provinciale della Guardia di finanza Carmine Virno e la comandante della Polizia metropolitana Lucia Rea.

Nel corso della riunione è stato fatto il punto sull’andamento della criminalità nell’area vesuviana, anche alla luce di recenti episodi che hanno destato preoccupazione. Il prefetto ha evidenziato come i dati sulla delittuosità risultino complessivamente in diminuzione in quattordici Comuni, mentre si registra un lieve incremento nei restanti sei. Nonostante questo quadro, l’attenzione delle forze dell’ordine resta alta, con l’obiettivo di prevenire e reprimere ogni forma di illegalità.

Un passaggio significativo del confronto ha riguardato l’adozione delle cosiddette “zone rosse”, già istituite in sette Comuni dell’area – Castellammare di Stabia, Ottaviano, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, San Sebastiano al Vesuvio e Torre Annunziata – attraverso specifiche ordinanze prefettizie. Si tratta di aree urbane nelle quali è possibile vietare la presenza di soggetti ritenuti pericolosi e con precedenti penali, disponendone l’allontanamento. Secondo quanto sottolineato dalla Prefettura, questo strumento ha già prodotto risultati positivi nella sua prima applicazione, contribuendo a tutelare la sicurezza urbana e a garantire una maggiore fruibilità degli spazi pubblici, soprattutto in contesti caratterizzati da criminalità diffusa, degrado o forte concentrazione di persone e attività commerciali.

Ampio spazio è stato dedicato anche al contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia legale. Negli ultimi due anni il prefetto ha adottato 65 provvedimenti interdittivi antimafia nei confronti di imprese con sede nei Comuni interessati, operanti prevalentemente nei settori delle onoranze funebri, delle costruzioni e del commercio. Un’attività intensa che, come evidenziato, ha consentito di colpire efficacemente i tentativi di riciclaggio di ingenti somme di denaro da parte delle consorterie criminali.

Sul fronte della prevenzione, è stato ricordato anche l’importante investimento nella videosorveglianza. Nell’intero comprensorio vesuviano sono stati installati 1.507 dispositivi tecnologici, tra telecamere e lettori di targhe, distribuiti sia nei centri urbani sia nelle aree periferiche o maggiormente esposte a fenomeni criminosi. La realizzazione dei progetti è stata possibile grazie ai finanziamenti del Ministero dell’Interno, in particolare del Poc Legalità, oltre all’utilizzo di fondi comunali, della Città Metropolitana e della Regione Campania.

Segui il Fatto Vesuviano