Centinaia di chiamate, call center denunciato per stalking
Da circa due settimane il telefono della donna squilla senza sosta
Doveva essere un semplice tentativo di ridurre le spese domestiche, ma si è trasformato in un incubo quotidiano fatto di telefonate continue e pressioni psicologiche. È quanto sta vivendo Maria, residente a Francavilla Fontana, in provincia di Brindisi, bersaglio da settimane di un telemarketing tanto insistente da spingerla a chiedere l’assistenza di un avvocato.
Un bombardamento di chiamate senza tregua
Da circa due settimane il telefono della donna squilla senza sosta, con una media che arriva fino a decine e decine di chiamate al giorno, in alcuni casi anche oltre cento contatti quotidiani. Le telefonate arrivano in qualsiasi momento della giornata, interrompendo il lavoro, il riposo e la vita familiare.
Non si tratta di comunicazioni personali o urgenti, ma di contatti commerciali riconducibili a call center, spesso caratterizzati da voci preregistrate, operatori insistenti o chiamate mute, elementi che contribuiscono ad aumentare uno stato di ansia e disagio costante.
Il cambio di fornitore e l’inizio delle molestie
All’origine della vicenda ci sarebbe la sottoscrizione di un nuovo contratto per la fornitura di luce e gas. Una scelta legittima che, paradossalmente, avrebbe innescato una reazione a catena da parte di operatori di telemarketing particolarmente aggressivi.
Nonostante i ripetuti rifiuti e la chiara manifestazione della volontà di non essere contattata, le chiamate continuano senza alcuna interruzione, trasformando il telefono da strumento di comunicazione a fonte di stress continuo. Un comportamento che, secondo la donna, ha ormai superato il limite della promozione commerciale, assumendo caratteristiche assimilabili a una vera e propria molestia telefonica.
Le azioni di tutela avviate
Esasperata dalla situazione, la cittadina ha deciso di reagire e si è rivolta a un legale di fiducia, che al momento preferisce non comparire pubblicamente. Tra le prime iniziative intraprese figura l’iscrizione al Registro pubblico delle opposizioni, strumento pensato per limitare le chiamate indesiderate, ma che spesso si rivela inefficace contro operatori che ignorano le normative vigenti.
Parallelamente è stata presentata una segnalazione al Garante per la protezione dei dati personali, con l’obiettivo di accertare eventuali violazioni in materia di trattamento dei dati.
Verso una possibile denuncia per stalking
La vicenda potrebbe non fermarsi qui. Il legale sta infatti valutando la possibilità di procedere con una denuncia per presunto stalking telematico, anche alla luce delle ripercussioni concrete sulla vita quotidiana della donna, costretta a modificare abitudini e routine per sottrarsi al continuo pressing telefonico.
A peggiorare la situazione, anche gli effetti pratici: le chiamate incessanti, spesso senza risposta, causano un rapido consumo della batteria del telefono, con il rischio di perdere comunicazioni realmente importanti.