C'è un Bonus del'Inps fino a 550 euro al mese

Quali aiuti sono previsti e a chi spettano davvero

A cura di Redazione
20 gennaio 2026 07:00
C'è un Bonus del'Inps fino a 550 euro al mese  -
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Le malattie della tiroide non incidono solo sulla salute, ma possono avere conseguenze rilevanti anche sul piano economico e lavorativo. Nei casi più gravi o cronici, la riduzione dell’autonomia personale e della capacità lavorativa rende necessario un supporto concreto. Per questo motivo, anche nel 2026 il sistema di tutele dello Stato italiano conferma una serie di agevolazioni spesso indicate, in modo improprio, come “bonus tiroide”.

È importante chiarire fin da subito che non esiste un contributo automatico o una tantum: le misure disponibili rientrano nel più ampio quadro dell’invalidità civile e dei benefici previsti dalla Legge 104, accessibili solo dopo un accertamento medico-legale che certifichi una compromissione funzionale significativa.

Patologie tiroidee e invalidità: quando scattano le agevolazioni

L’accesso alle misure di sostegno nel 2026 non è legato alla semplice diagnosi di una patologia tiroidea, ma alla sua gravità e alle conseguenze sulla vita quotidiana del paziente. Rientrano tra le condizioni valutabili, ad esempio, il carcinoma della tiroide, i gozzi con effetti ostruttivi o le forme particolarmente severe di ipotiroidismo e ipertiroidismo, soprattutto se associate a complicanze sistemiche.

Fondamentale è il riconoscimento sanitario ai fini dell’invalidità civile e, nei casi più complessi, anche della Legge 104, che consente l’accesso a ulteriori tutele assistenziali e lavorative.

Requisiti sanitari e limiti di reddito

I benefici sono subordinati a due criteri principali:

la percentuale di invalidità riconosciuta dalla commissione medica;

la situazione economica del richiedente, valutata sulla base dei limiti reddituali stabiliti annualmente.

Dal punto di vista sanitario, la soglia minima per ottenere un assegno economico è fissata al 74% di invalidità civile, mentre la tutela massima è prevista per chi ottiene il riconoscimento del 100%.

Per quanto riguarda il reddito, nel 2026 i limiti di riferimento sono:

fino a 19.772,5 euro annui per gli invalidi civili totali;

fino a 5.771,35 euro per chi richiede l’indennità di accompagnamento a causa di una condizione di non autosufficienza.

Importi economici e diritti riconosciuti

Il sostegno economico viene erogato dall’Inps per 13 mensilità e varia in base alla percentuale di invalidità accertata. Per il 2026, gli importi di riferimento sono i seguenti:

invalidità compresa tra il 74% e il 99%: assegno mensile pari a 286,01 euro;

invalidità al 100%: contributo che può arrivare a circa 550 euro mensili;

indennità di accompagnamento: 520,29 euro al mese per chi necessita di assistenza continua.

Oltre agli assegni, il riconoscimento della Legge 104 garantisce importanti tutele sul lavoro, tra cui permessi retribuiti, orari flessibili e la possibilità di usufruire di un congedo straordinario fino a due anni nell’arco della vita lavorativa. Sono previste inoltre l’esenzione dal ticket sanitario per esami e controlli legati alla tiroide, come analisi del TSH ed ecografie, e detrazioni fiscali per l’acquisto di farmaci e terapie specifiche.

Come presentare la domanda: l’iter da seguire

La procedura per ottenere il riconoscimento dell’invalidità e dei relativi benefici inizia dal medico di base, che deve compilare un certificato medico introduttivo in modalità telematica. Questo documento ha una validità di 90 giorni, entro i quali il cittadino deve presentare la domanda all’Inps, direttamente online oppure con l’assistenza di un Patronato o di un Caf.

Il passaggio decisivo è la visita presso la Commissione Medica, durante la quale è essenziale fornire una documentazione clinica aggiornata, comprensiva di referti specialistici, esami del sangue ed eventuali esiti ecografici. Al termine della valutazione, l’Inps invia il verbale definitivo, indicando la percentuale di invalidità riconosciuta e l’eventuale diritto alle prestazioni economiche.

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