Borrelli va a scrivere davani al negozio chiuso di Napolitano Store
Nonostante le accuse e i sequestri, l’imprenditore e la sua difesa sostengono di poter chiarire la situazione
Un nuovo capitolo nella vicenda di Napolitano Store a Napoli: il parlamentare Francesco Emilio Borrelli di Alleanza Verdi-Sinistra ha realizzato una diretta social davanti al negozio di Angelo Napolitano, il commerciante-tiktoker coinvolto in pesanti sequestri da parte della Guardia di Finanza. Le ipotesi d’accusa nei confronti dell’imprenditore vanno dalla frode fiscale all’uso di fatture false.
La contestazione di Borrelli
Secondo Borrelli, l’avviso esposto all’ingresso del locale non racconterebbe la verità: «Momentaneamente siamo chiusi per inventario. Grazie e scusatemi per il disagio». Il deputato ha preso una penna e, scrivendo a mano sull’avviso, ha precisato: «Il locale è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza e dalla Procura di Nola, non c’è alcun inventario in corso».
In diretta social, Borrelli ha poi commentato: «Chiuso per inventario? Ma quale inventario, l’inventario ve lo sta facendo la Guardia di Finanza e la magistratura, perché ha truffato il prossimo».
La difesa di Napolitano
Nonostante le accuse e i sequestri, l’imprenditore e la sua difesa sostengono di poter chiarire la situazione e di riaprire regolarmente l’attività.
Le nuove sedi restano operative
Curiosamente, alcune sedi di Napolitano Store continuano a operare. Secondo quanto emerso, le nuove aperture sarebbero gestite da società diverse da quella sottoposta al provvedimento di sequestro, consentendo così la prosecuzione delle vendite senza violare le disposizioni della magistratura.