Bambina di 11 anni colpita da ictus mentre gioca con le amiche

Il malore improvviso e l’allarme clinico

A cura di Redazione
31 gennaio 2026 18:00
Bambina di 11 anni colpita da ictus mentre gioca con le amiche -
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Un pomeriggio di giochi si è trasformato in una corsa contro il tempo per una bambina di 11 anni colpita da un evento rarissimo in età pediatrica: un ictus ischemico. La piccola è stata salvata all’Arnas G. Brotzu di Cagliari grazie alla prontezza dei medici e a un intervento chirurgico di altissima complessità eseguito in emergenza.

Nonostante l’ictus sia una patologia eccezionale nei bambini, il tempestivo coordinamento tra i reparti ha permesso di evitare danni cerebrali irreversibili e di garantire un recupero neurologico quasi completo in tempi sorprendentemente rapidi.

Il malore improvviso e l’allarme clinico

Tutto è iniziato nel pomeriggio, mentre la bambina si trovava a casa di un’amichetta. Un malessere improvviso, inizialmente poco specifico, ha lasciato spazio nelle ore successive a un rapido peggioramento delle condizioni neurologiche. Trasportata d’urgenza in ospedale, la paziente è stata ricoverata nel reparto di Pediatria, diretto da Giuseppe Masnata, dove la situazione è apparsa subito critica.

Le dottoresse Valeria Ledda e Valeria Piras, insieme ai colleghi Antonio Ferrari e Federica Schirru, hanno riconosciuto i segnali compatibili con un evento cerebrovascolare e attivato immediatamente il percorso diagnostico-terapeutico d’urgenza. Gli accertamenti strumentali hanno confermato l’occlusione di un grosso vaso intracranico.

L’intervento salvavita

Alla luce del quadro clinico, l’équipe ha deciso di procedere con un delicatissimo intervento endovascolare: attraverso il posizionamento di uno stent è stato possibile riaprire il vaso occluso e ripristinare il flusso sanguigno cerebrale.

«Il trattamento dell’ictus in età pediatrica è particolarmente complesso – spiega Federico Fusaro, direttore facente funzione di Neuroradiologia – sia per le difficoltà diagnostiche sia per l’adattamento delle tecniche e dei dispositivi a pazienti così giovani. Sono interventi che richiedono competenze altamente specialistiche e grande esperienza».

Un recupero sorprendente

La sfida è stata vinta. Grazie alla rapidità dell’intervento e alla sinergia tra i reparti, la bambina ha mostrato già nelle prime ore successive un miglioramento significativo, con un recupero neurologico quasi completo. Un esito che conferma quanto la tempestività e la specializzazione possano fare la differenza anche nei casi più rari e complessi.

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