Assegno unico, più vantaggi per le famiglie

Grazie al nuovo calcolo dell’Isee diventano più facilmente accessibili numerose prestazioni

A cura di Redazione
21 gennaio 2026 13:00
Assegno unico, più vantaggi per le famiglie -
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Il nuovo Isee diventa ancora più favorevole per la classe media e per le famiglie con figli. Dopo l’esclusione di parte dei titoli di Stato dal patrimonio mobiliare, la riforma interviene ora anche sul valore della prima casa, alleggerendo in modo significativo il calcolo dell’indicatore e ampliando la platea di chi può accedere a bonus e prestazioni sociali.

La principale novità riguarda l’innalzamento della franchigia sull’abitazione principale, che sale a 91.500 euro per la generalità dei nuclei familiari e a 120.000 euro per chi risiede nei grandi centri metropolitani, come Roma e Milano.

Famiglie numerose avvantaggiate dal nuovo calcolo

La riforma rafforza anche le maggiorazioni della scala di equivalenza legate al numero dei figli, rendendo l’Isee più basso per i nuclei familiari numerosi. In questo modo, il sistema di welfare risulta più aderente alla reale capacità economica delle famiglie.

Come sottolineato dal presidente dell’INPS, Gabriele Fava, l’obiettivo è rendere le prestazioni sociali più eque e accessibili, migliorando l’inclusione e la corretta distribuzione degli aiuti pubblici.

Perché un Isee più basso conta di più

L’Isee non serve solo a stabilire se si ha diritto o meno a un bonus, ma anche a determinare l’importo delle prestazioni. È il caso, ad esempio, dell’assegno unico e universale per i figli o del bonus asili nido.

In assenza di un Isee aggiornato, o con un indicatore superiore a 46.230 euro, l’assegno unico viene erogato al valore minimo. Dal 2026, tale importo è pari a 59 euro mensili, rendendo ancora più importante l’aggiornamento dell’indicatore.

Prima casa: franchigie più alte e sconti per i figli

Dopo l’esclusione dal patrimonio mobiliare degli investimenti fino a 50.000 euro in titoli di Stato, buoni fruttiferi postali e libretti di risparmio, la riforma agisce ora sull’immobile di residenza.

La franchigia sulla prima casa passa:

da 52.500 a 91.500 euro per tutti i nuclei;

fino a 120.000 euro per le famiglie che vivono nelle grandi città.

A questi importi si aggiunge un incremento di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo. Una famiglia con tre figli residente a Roma, ad esempio, può beneficiare di una franchigia complessiva pari a 125.000 euro.

Le nuove maggiorazioni della scala di equivalenza sono:

0,10 con due figli;

0,25 con tre figli;

0,40 con quattro figli;

0,55 con almeno cinque figli.

La riduzione dell’Isee può variare da 3.000 a 9.000 euro, in base al valore dell’immobile e alla composizione del nucleo familiare.

Bonus più accessibili: chi ci guadagna

Grazie al nuovo calcolo dell’Isee, diventano più facilmente accessibili numerose prestazioni, tra cui:

il bonus nuovi nati, pari a 1.000 euro una tantum per nascita o adozione, riservato agli Isee sotto i 40.000 euro;

il bonus asili nido, che consentirà a circa 12.000 famiglie di ottenere un rimborso medio aggiuntivo di 61 euro al mese nel 2026 e 66 euro al mese dal 2027, su una media di sette mensilità;

l’accesso all’Assegno di inclusione e al Supporto per la formazione e il lavoro, che hanno sostituito il reddito di cittadinanza.

Secondo le stime, se la nuova franchigia sulla prima casa fosse stata già in vigore nel 2025, 3.200 famiglie in più avrebbero potuto beneficiare del bonus nascite.

Domanda Isee: cosa cambia dal 2026

L’INPS ha comunicato di aver aggiornato tempestivamente le procedure informatiche per consentire il calcolo del nuovo Isee a partire dalle DSU presentate dal 1° gennaio 2026.

Da quest’anno, la modalità ordinaria per richiedere l’Isee diventa la DSU precompilata, pensata per semplificare la procedura e ridurre gli errori. Tradizionalmente, molte famiglie aggiornano l’indicatore entro fine febbraio, per evitare riduzioni o sospensioni dei bonus spettanti.

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