Assegno unico di gennaio: aumenti, nuove fasce Isee e calendario dei pagamenti
Alcune famiglie che nel 2025 rientravano nella seconda o terza fascia si troveranno nel 2026 nella prima fascia, a parità di Isee
L’assegno unico e universale per i figli sarà rivalutato a partire dal 1° gennaio 2026. L’aumento è stato ufficializzato con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 28 novembre 2025 del decreto interministeriale firmato dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dal Ministero del Lavoro, relativo alla perequazione delle pensioni. Lo stesso meccanismo di rivalutazione si applica anche all’assegno unico.
Rivalutazione 2026: aumento dell’1,4%
Per il 2026 il tasso di perequazione è fissato all’1,4%, calcolato sulla base della variazione dell’indice Foi (Famiglie di operai e impiegati). Si tratta di un incremento più elevato rispetto allo 0,8% applicato nel 2025.
La rivalutazione incide su due aspetti fondamentali:
gli importi mensili dell’assegno unico;
le fasce Isee che determinano il valore del contributo spettante.
Quando arriva l’assegno unico di gennaio 2026
Secondo il calendario pubblicato sul sito dell’Inps, il pagamento dell’assegno unico di gennaio 2026 è previsto tra il 21 e il 22 gennaio.
Tuttavia, come già avvenuto negli anni precedenti, gli aumenti derivanti dalla rivalutazione potrebbero essere visibili a partire da febbraio 2026, mentre gli eventuali arretrati relativi a gennaio saranno riconosciuti con la mensilità di marzo 2026.
Nuove fasce Isee: chi ci guadagna
La perequazione comporta anche l’aggiornamento delle soglie Isee. Nel 2026 la prima fascia dell’assegno unico salirà fino a 17.468,51 euro, rispetto ai 17.227,33 euro del 2025.
Questo adeguamento produce effetti concreti:
alcune famiglie che nel 2025 rientravano nella seconda o terza fascia si troveranno nel 2026 nella prima fascia, a parità di Isee;
il passaggio a una fascia più favorevole comporta un aumento dell’importo mensile dell’assegno.
Importo minimo: soglia più alta nel 2026
Anche la soglia oltre la quale viene riconosciuto l’importo minimo viene rivalutata. Nel 2026 l’ultimo scaglione riguarderà gli Isee oltre 46.582,71 euro, contro i 45.939,56 euro del 2025.
Di conseguenza:
chi nel 2025, con un Isee pari a 45.939,56 euro, riceveva l’importo minimo;
nel 2026 rientrerà nella fascia immediatamente superiore, ottenendo un assegno leggermente più alto.
L’importo minimo dell’assegno unico passerà così da 57,5 euro a 58,3 euro mensili.
Definizione ufficiale degli importi Inps
Gli importi definitivi e le maggiorazioni dell’assegno unico vengono generalmente stabiliti dall’Inps nel corso del mese di gennaio. Negli anni passati, gli aumenti legati alla rivalutazione sono stati applicati a partire dal secondo mese dell’anno, con successivo conguaglio.
Anche per il 2026 lo schema dovrebbe essere analogo.
Scadenza Isee 2025 e nuovo Isee 2026
Il 31 dicembre 2025 scadrà l’Isee in corso di validità. L’assegno unico è una delle prestazioni direttamente collegate all’Indicatore della Situazione Economica Equivalente.
Per evitare che dal 1° gennaio 2026 l’assegno venga erogato:
con l’importo minimo;
o con un valore non coerente con la propria situazione economica,
sarà necessario presentare l’Isee 2026 entro le scadenze previste, anche nel caso in cui la fascia di reddito resti invariata rispetto all’anno precedente.
Isee 2026 e possibili effetti della legge di Bilancio
L’aggiornamento dell’Isee nel 2026 sarà particolarmente rilevante. Eventuali conferme, nella legge di Bilancio, delle novità sul calcolo dell’indicatore legate alla prima casa potrebbero incidere sull’importo dell’assegno unico per circa 2,6 milioni di figli.