Nel 2026 c'è il Bonus per la Scuola da 1500 euro

Scontro politico nella manovra

A cura di Redazione
20 dicembre 2025 07:00
Nel 2026 c'è il Bonus per la Scuola da 1500 euro -
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Il governo punta a introdurre un bonus economico per le famiglie che scelgono le scuole paritarie. La misura, inserita nella manovra finanziaria, prevede un contributo fino a 1.500 euro per studente ed è destinata ai nuclei familiari con un ISEE inferiore a 30.000 euro. L’annuncio ha immediatamente acceso il confronto politico, dividendo maggioranza e opposizioni sul futuro del sistema scolastico italiano.

A chi è destinato il bonus scuola

L’intervento nasce da un emendamento presentato dalla senatrice Maria Stella Gelmini, sostenuto dal gruppo Noi Moderati. Per il primo anno di applicazione sono stati stanziati 20 milioni di euro.

Il contributo riguarda:

studenti delle scuole paritarie secondarie di primo grado;

studenti iscritti al primo biennio delle scuole superiori paritarie.

Secondo i promotori, la misura ha l’obiettivo di rafforzare la libertà di scelta educativa, offrendo un sostegno concreto alle famiglie con redditi medio-bassi che intendono optare per un percorso scolastico alternativo a quello statale.

La posizione del governo

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha accolto l’approvazione dell’emendamento come un risultato politico rilevante, frutto del confronto interno alla maggioranza. Il ministro ha sottolineato come il bonus non rappresenti un danno per la scuola pubblica, ma si inserisca in una strategia più ampia di rafforzamento degli investimenti in istruzione.

Secondo Valditara, il bilancio del comparto scolastico potrebbe crescere fino a 960 milioni di euro entro il 2026, segnando una discontinuità rispetto alle politiche del passato.

Le critiche dell’opposizione

Di tutt’altro avviso le forze di opposizione. La senatrice del Movimento 5 Stelle, Barbara Floridia, ha duramente contestato la misura, accusando il governo di favorire le scuole private a scapito di quelle statali.

Secondo Floridia, la manovra prevede nei prossimi anni tagli significativi alla scuola pubblica, che rischiano di aggravare una situazione già fragile. L’opposizione parla di una scelta che mina il principio di uguaglianza nell’accesso all’istruzione e penalizza il sistema scolastico statale.

Il nodo della scuola pubblica e privata

Il confronto sul bonus scuole paritarie riporta al centro un tema storico della politica educativa italiana: il rapporto tra istruzione pubblica e istruzione privata. Da un lato, il governo rivendica il diritto delle famiglie a scegliere liberamente il percorso formativo per i propri figli; dall’altro, le opposizioni temono una progressiva marginalizzazione delle scuole statali.

Le polemiche si intensificano anche alla luce delle stime che parlano di una possibile riduzione di circa 900 milioni di euro destinati alla scuola pubblica nei prossimi anni, un dato che alimenta forti preoccupazioni sulla qualità dell’offerta formativa.

Quali scenari per il futuro

Il bonus per le scuole paritarie si configura come una misura destinata a incidere profondamente sul dibattito politico e sociale. Per i sostenitori, rappresenta un passo avanti verso un sistema più pluralista; per i critici, è il segnale di un riequilibrio pericoloso a favore del privato.

Il confronto resta aperto e le conseguenze di questa scelta emergeranno solo nel medio-lungo periodo, quando sarà possibile valutare l’impatto reale sul sistema educativo italiano.

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