Botti killer, il mercato delle bombe è sui social
Vendite facili e controlli aggirati
Con l’avvicinarsi del Capodanno torna puntuale uno dei fenomeni più pericolosi e diffusi: il commercio dei botti illegali. Negli anni passati l’acquisto avveniva quasi esclusivamente attraverso bancarelle abusive, spesso collocate in zone periferiche delle città. Un sistema rischioso per i venditori, esposti a controlli diretti delle forze dell’ordine e costretti a muovere fisicamente la merce, con il pericolo di sequestri e denunce.
Oggi lo scenario è profondamente cambiato. I social network hanno rivoluzionato il mercato dei fuochi illegali, eliminando gran parte dei rischi e rendendo le vendite più rapide, anonime e difficili da intercettare.
Fuochi d’artificio illegali online: come funziona il sistema
Basta accedere a una qualsiasi piattaforma social e digitare alcune parole chiave per entrare in un circuito parallelo fatto di listini aggiornati, fotografie dei prodotti e contatti diretti con i venditori. Tutto avviene in modo apparentemente semplice e informale, ma dietro si nasconde un’attività illegale strutturata.
I pagamenti vengono richiesti quasi sempre tramite trasferimenti di denaro tra privati, utilizzando formule che non prevedono tutele per l’acquirente e che rendono più difficile la tracciabilità. Una volta ricevuto il pagamento, la merce viene spedita attraverso normali corrieri, aggirando i controlli e trasformando un reato penale in una transazione digitale.
Prezzi e “pacchetti”: un’offerta sempre più accessibile
Il mercato online dei botti illegali propone prezzi considerati “convenienti” dagli acquirenti. Ordigni artigianali di grande potenza possono costare diverse decine di euro, mentre sono sempre più diffusi pacchetti completi che includono vari tipi di petardi e fuochi ad alto rischio, venduti a cifre comprese tra i 120 e i 130 euro.
L’accessibilità economica e la facilità di acquisto contribuiscono ad alimentare la diffusione del fenomeno, rendendolo particolarmente pericoloso soprattutto per i più giovani.
Un fenomeno difficile da contrastare
Lo spostamento delle vendite sui social network rende il contrasto al commercio di botti illegali ancora più complesso. La distanza fisica tra venditore e acquirente, l’uso di profili anonimi e la rapidità delle transazioni riducono le possibilità di intervento immediato da parte delle forze dell’ordine.