Pompei, ritrovato affresco trafugato dai tombaroli

Raffigura Ercole bambino e i serpenti

A cura di Redazione
16 dicembre 2025 22:19
Pompei, ritrovato affresco trafugato dai tombaroli -
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La villa suburbana di Civita Giuliana, a nord di Pompei, recupera un importante frammento della propria storia. Un affresco raffigurante Ercole bambino mentre strozza i serpenti, sottratto illegalmente anni fa da un ambiente di culto del complesso romano, è stato ufficialmente restituito al Parco archeologico di Pompei dopo un lungo percorso investigativo e diplomatico internazionale.

Il reperto recuperato da una collezione privata negli Stati Uniti

Il frammento, parte di una lunetta affrescata collocata originariamente sulla parete di fondo di un sacello, era finito in una collezione privata negli Stati Uniti. Nel 2023, nell’ambito di un procedimento coordinato dalla Procura di Roma, grazie alla collaborazione tra il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e le autorità statunitensi, il reperto è rientrato in Italia ed è stato assegnato al Parco archeologico di Pompei.

In un primo momento non era stato possibile stabilirne con certezza la collocazione originaria. Solo successivi approfondimenti condotti dai funzionari del Parco, anche attraverso il confronto con dati investigativi e informazioni emerse da intercettazioni ambientali, hanno consentito di attribuire con assoluta certezza l’affresco al sacello della villa di Civita Giuliana.

Il sacello saccheggiato dai tombaroli

Il contesto di provenienza è un ambiente a pianta rettangolare con funzioni rituali, individuato durante le campagne di scavo condotte tra il 2023 e il 2024. Il vano, interpretato come un sacello o sacrarium, presentava un basamento quadrangolare probabilmente destinato a una statua ed era stato quasi completamente spogliato delle decorazioni pittoriche dai tombaroli.

Secondo le ricostruzioni, dal sacello sarebbero stati asportati illegalmente dodici pannelli figurati e la lunetta affrescata superiore, di cui il frammento di Ercole recuperato costituirebbe una parte integrante.

Ercole bambino come presagio delle dodici fatiche

L’affresco raffigura Ercole in fasce mentre uccide i serpenti inviati da Era, sotto lo sguardo di Zeus – rappresentato dall’aquila sul globo – e di Anfitrione. L’episodio, pur non rientrando tra le canoniche dodici fatiche, ne rappresenta un chiaro presagio.

Alla luce delle tracce lasciate sulle pareti del sacello, gli studiosi ipotizzano che i pannelli figurati trafugati raffigurassero proprio le dodici fatiche di Ercole. In questo schema iconografico, la lunetta con Ercole bambino avrebbe avuto una funzione introduttiva, simbolica e narrativa, anticipando le imprese eroiche dell’età adulta.

Un recupero che restituisce valore al contesto archeologico

Sono attualmente in corso analisi tecniche sul frammento per individuare con precisione le geometrie originarie e i punti di connessione con i lacerti ancora conservati in situ, in vista di una futura e auspicata ricollocazione nel sito di Civita Giuliana. Parallelamente proseguono le indagini per rintracciare gli altri affreschi sottratti illegalmente.

Il recupero rientra in una più ampia operazione che ha consentito il rientro in Italia di 129 reperti archeologici, nell’ambito dell’accordo tra il District Attorney di New York e il governo italiano.

La collaborazione tra Parco e Procura

La vicenda si inserisce nel quadro della collaborazione avviata nel 2017 tra il Parco archeologico di Pompei e la Procura di Torre Annunziata, formalizzata attraverso un protocollo d’intesa rinnovato più volte dal 2019. Un’azione sinergica che ha permesso non solo di riportare alla luce testimonianze di straordinario valore, ma anche di contrastare un sistematico saccheggio che ha causato danni irreversibili al patrimonio archeologico e ai dati scientifici.

«Un reperto archeologico non vale solo per la sua materialità, ma per ciò che racconta attraverso il suo contesto», ha spiegato il direttore del Parco, Gabriel Zuchtriegel, sottolineando come il trafugamento spezzi irrimediabilmente il legame tra oggetto e storia.

Sulla stessa linea il procuratore di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso, che ha definito il recupero «l’ennesimo risultato concreto di una collaborazione efficace per restituire alla collettività beni di valore inestimabile e fermare l’azione criminale dei saccheggiatori».

Esposizione all’Antiquarium di Boscoreale

L’affresco sarà esposto a partire dalla metà di gennaio all’Antiquarium di Boscoreale, che ospita già una sezione dedicata ai reperti provenienti dalla villa di Civita Giuliana, in attesa di una possibile futura ricollocazione nel suo contesto originario.

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