Presentate 7 nuove prove in Tribunale per salvare "Il Castello delle Cerimonie"

Domani la Corte d’Appello di Roma esaminerà la richiesta di cancellazione della confisca del noto "Castello delle Cerimonie" di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli. L’istanza è avanzata da Conc...

A cura di Luca Vitale
02 aprile 2025 19:00
Presentate 7 nuove prove in Tribunale per salvare "Il Castello delle Cerimonie" -
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Domani la Corte d’Appello di Roma esaminerà la richiesta di cancellazione della confisca del noto "Castello delle Cerimonie" di Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli. L’istanza è avanzata da Concetta Polese, conosciuta come "donna Imma", attraverso il suo avvocato Dario Vannetiello.

La struttura, il cui nome reale è La Sonrisa, è stata per anni un punto di riferimento per eventi, ospitando personaggi illustri come Sofia Loren e Diego Armando Maradona, oltre a essere stata sede del festival della canzone napoletana. Tuttavia, la sua storia recente è segnata da una vicenda giudiziaria complessa: la confisca definitiva è disposta a seguito di una condanna per lottizzazione abusiva.

Le nuove prove per la revoca della confisca
A sostegno della richiesta di revoca, l’avvocato Vannetiello, insieme ai colleghi Andrea Castaldo e Veronica Paturzo (difensori di Agostino Polese), ha presentato sette nuove prove emerse dopo un’attenta ricerca. Tra gli elementi chiave della difesa figurano:

Due consulenze tecniche in urbanistica e geologia che contesterebbero l’ipotesi che gli interventi edilizi abbiano realmente modificato il territorio o arrecato danni ambientali.

Riprese video a sostegno della tesi difensiva.

La contestazione sulla prescrizione del reato, che – secondo la difesa – sarebbe già intervenuta prima che gli inquirenti avviassero il processo.

Un iter giudiziario complicato, ma la difesa è determinata
Se la Corte d’Appello dovesse respingere la richiesta, il collegio difensivo ha già dichiarato che presenterà ricorso in Cassazione. La battaglia legale non si ferma qui: presso la Suprema Corte è infatti pendente un altro ricorso, firmato sempre dall’avvocato Vannetiello, con cui i Polese sperano di riottenere la proprietà della struttura.

Le sorti de La Sonrisa e il futuro delle attività
Nel frattempo, il Comune di Sant’Antonio Abate ha già avviato il procedimento di acquisizione della struttura, revocando le licenze per l’attività alberghiera e di ristorazione. Tuttavia, il provvedimento è stato impugnato e i giudici amministrativi hanno concesso una proroga fino al 5 giugno, data entro la quale si deciderà il futuro delle attività che, ad oggi, continuano a operare e a garantire posti di lavoro per centinaia di persone.

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