Recuperati reperti archeologici milionari portati via dai tombaroli

Un'operazione dei carabinieri della Tutela Patrimonio Culturale ha portato al sequestro di migliaia di reperti archeologici provenienti da scavi clandestini nel territorio della provincia di Caserta....

28 luglio 2023 07:30
Recuperati reperti archeologici milionari portati via dai tombaroli -
Condividi

Un'operazione dei carabinieri della Tutela Patrimonio Culturale ha portato al sequestro di migliaia di reperti archeologici provenienti da scavi clandestini nel territorio della provincia di Caserta. Stimato in circa 3 milioni di euro, il giro di affari illecito coinvolgeva beni di inestimabile valore culturale. Durante le 22 perquisizioni eseguite su disposizione della Procura, i carabinieri hanno scoperto 95 vasi antichi, 20 reperti archeologici in marmo e 300 reperti di varia natura, tutti sottratti indebitamente al patrimonio dello Stato. Il quantitativo di monete archeologiche sequestrate è stato particolarmente rilevante, con oltre 1700 monete databili tra il sesto secolo a.C. e l'ottavo d.C., alcune delle quali in oro e argento.

L'operazione dei carabinieri della Tutela Patrimonio Culturale ha coinvolto tre regioni italiane: Campania, Basilicata e Puglia. La zona dell'alto casertano, in particolare quella denominata Cales, è risultata essere la sede principale degli abusivi scavi archeologici. I reperti archeologici sequestrati risalivano a un arco temporale compreso tra l'ottavo secolo a.C. e il secondo d.C., dimostrando l'ampia portata del traffico illecito di reperti storici.

Tra i reperti sequestrati, il quantitativo di monete archeologiche è stato particolarmente significativo. Con oltre 1700 monete databili tra il sesto secolo a.C. e l'ottavo d.C., alcune delle quali in oro e argento, queste monete avevano un potenziale valore di mercato che si aggirava attorno ai 70-80 mila euro ciascuna. Il traffico illecito di reperti archeologici costituisce una minaccia per il patrimonio culturale e storico dell'Italia, motivo per cui l'operazione delle forze dell'ordine è stata di fondamentale importanza per preservare il nostro ricco patrimonio storico.

L'operazione delle forze dell'ordine ha portato anche all'arresto di due persone coinvolte in scavi clandestini in una necropoli e una terza individuo che aveva intenzione di esportare monete antiche tramite canali di ricettazione estera. L'inchiesta ha coinvolto anche l'allora sovrintendente per le province di Caserta e Benevento, Mario Pagano, rinviato a giudizio e attualmente sotto processo al tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Lui stesso aveva subito un sequestro di 700 reperti archeologici, 300 libri antichi, dipinti e beni in avorio, il cui valore complessivo era di due milioni di euro.

Segui il Fatto Vesuviano